IN VIAGGIO VERSO IL WEST

Beaumont sur Mer –

La mia gioventù l’ho scoperta nel mese di Aprile del 1967. Me ne stavo seduto in un ufficio di polizia portuale della città canadese di Halifax. Avevo attraversato l’oceano Atlantico su una nave da crociera greca. La Queen Federica. Ad aiutarmi a scoprire chi ero e cosa facevo in Canada fu un cantautore americano di nome Peter Seeger, detto Pete, un cantautore e compositore statunitense di musica folk.

Assieme a Woody Guthrie e Bob Dylan, era fra i più conosciuti folk-singer statunitensi. In quella anonima stanza, ascoltavo una sua canzone, “Where Have All the Flowers Gone?” Una dolcissima e struggente canzone antimilitarista sulla circolarità della morte e della guerra.

Alcuni oggi, a 50 anni da quella primavera del 1967, ma non mi convincono, che il movimento Hippie nel quale mi riconobbi da subito , fosse semplicemente una moda passeggera e che fosse solo questione di tempo prima che si estinguesse. Questo sarà stato vero in Europa e particolarmente in Italia, dove tornavo d’estate, e incontravo i mei coetanei che mi apparivano “stilizzati” rispetto al movimento Hippie nordamericano.È anche possibile che il movimento Hippie fosse semplicemente troppo radicale per la società tradizionale e non fu in grado di ottenere un cambiamento diffuso e duraturo.

Visto come una minaccia ai valori tradizionali, anche l’uso della droga e l’amore libero potrebbero aver contribuito al fallimento da lì a poco.Vanno, comunque, dette alcune cose; gli hippies introdussero l’abbigliamento casual in un Nordamerica tradizionale, e questo portò ad un tracollo economico dell’abbigliamento giovanile e tantissime ‘Barber Shop’ furono costrette a chiudere. Donne senza reggiseno e uomini con i capelli lunghi minarono fin nelle fondamenta la società americana e non solo.Gli hippies erano molto chiari e contro la guerra in Vietnam, e questo portò a un’ondata di marce e manifestazioni di protesta.

Altro fu l’impegno sulla liberazione delle donne e i diritti civili. Senza dimenticare l’impegno sull’ambientalismo. Il movimento hippie segnò una svolta storica nel sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dell’inquinamento e della deforestazione, e questo portò all’approvazione di alcune leggi ambientali in quegli anni.I fratelli Cohen sono oggi validi esempi di un modo d’essere mai tramontato e di questo ne sono testimoni i loro film. Primo fra tutti ‘The Dude’, il ‘Drugo’ del “Grande Lebowski,”: ‘Sai Maude, questo è un caso molto, molto complicato. Ci sono un sacco di input ed output, ma fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente flessibile.….

Sai cosa diceva Lenin? “Tu cerca la persona che ne trae beneficio, e…, e… insomma… Io non sono il Signor Lebowski lei è il Signor Lebowski…Io sono Dude!!! Ha capito è così che deve chiamarmi, altrimenti può chiamarmi Dudetto, Dugantibus oppure drughino se lei è di quelli che mette i diminutivi in ogni cosa…..’Voce fuori campo dello straniero narrante, all’inizio del film Il Grande Lebowski: “Verso ovest c’era questo tipo… un tipo di cui voglio parlarvi. Un tipo di nome Jeff Lebwski. Almeno questo era il nome che gli davano i suoi affettuosi genitori, ma lui stesso non ne ha mai fatto molto uso.

Il signor Lebowski si faceva chiamare ‘The Dude’. Ora, Amico, è un nome che nessuno si applicherebbe da solo da dove vengo io. Ma poi c’erano molte cose sul Dude che non avevano molto senso. E parecchio su dove viveva, allo stesso modo. Ma d’altra parte, forse è per questo che ho trovato questo luogo così dannatamente interessante. La chiamano Los Angeles la Città degli angeli.Durante la mia attesa nella sala della polizia di frontiera, mi si presenta una poliziotta, era la prima donna poliziotto che vedevo. Il mio inglese era comprensibile e ricevetti dalla poliziotta i complimenti. Mi chiese scusa e si allontanò momentaneamente. Al suo ritorno volle darmi un libro scritto da un italo-americano: John Fante. Il suo romanzo aveva uno strano titolo: “West of Rome”, a Ovest di Roma.

Dopo le brevi domande sul mio viaggio, mi salutò dandomi il benvenuto in Canada.Saltai su di un treno che mi avrebbe portato alla città di Montreal. Mi sistemai in un vuoto scompartimento e aprii il libro di John Fante.Cominciai a leggerlo senza soffermarmi su ciò che leggevo. Poi mi ritrovai davanti ad un cinico impietoso struggente autoritratto di un John Fante alle soglie della maturità. “Quattro figli scansafatiche dediti alla marijuana e alla musica di Frank Zappa, una moglie annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell’oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione, sembra destinata a una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche, quando una sorpresa – un vero dono dal cielo – si unisce alla sgangherata famiglia: un gigantesco cane testardo e ottuso – e frocio – il cui nome è una iscrizione sepolcrale: STUPIDO.” Ho richiuso il libro e rimasi a leggere il titolo: A Ovest di Roma”.

Non si trattava del Mar Tirreno, neanche del Mediterraneo. Arrivai a pensare alle Colonne d’Ercole, oggi Gibilterra. Niente da fare. Era oltre l’Atlantico fino ad arrivare, dopo aver attraversato tutta l’America, sulla costa del Pacifico. Ecco cosa c’era a ovest di Roma: Los Angeles!Ecco, questo è forse ciò che quelli della mia generazione non sono riusciti a trasmettere ai propri figli. Mentre, al di qua a dell’oceano Atlantico, a rappresentare quello che succedeva a Est di Los Angeles, a ricordare quel modo d’essere, però ‘stilizzato’, è rimasto solo un capo di abbigliamento ‘proletario’, la ‘parka’, erroneamente chiamata ‘l’eschimo’ ben conservato sotto naftalina nell’armadio e, in qualche ricorrenza, mostrarlo agli amici!

Mentre io, insieme agli amici, sulla sabbia del Pacifico cantavamo:“Dobbiamo andar via da questa posto Anche se fosse l’ultima cosa da fare Dobbiamo andarcene da questo postoDeve esserci un posto migliore per me e per te.” The Animals

Gigino Adriano Pellegrini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *