UN GIORNALISMO “DI PARTE” CHE INQUINA… LA VERITA’

Punture di spillo-

La giustizia dovrebbe essere valutata lontano dalle passioni, altrimenti si cade nel “populismo” e si confondono le idee al lettore che ha il diritto invece di essere informato e non portato fuori strada. Ed è quello che ha fatto oggi “La Verità” contraddicendo il nome stesso della testata.

Con un editoriale davvero fuorviante il giornale di Angelucci titola che “I giudici chiudono l’ex Ilva in nome del green”. Ma non è questa la… verità. Che alla Destra non importi nulla dei cambiamenti climatici e delle conseguenze è noto, ma lo stop dell’area a caldo confermato dai giudici riguarda la salute della gente che “prevale sull’attività d’impresa”. Il green non c’entra nulla e non è corretto metterlo in relazione alla decisione della Corte d’Appello di Milano.

Nessuna lezione di giornalismo ma legare il “fanatismo” del green alla salute non è solo fuorviante. E’ un’offesa all’intelligenza degli stessi lettori de “La Verità” e ai familiari delle tante vittime dell’impianto di Taranto: sia i lavoratori deceduti o ammalatisi, sia i cittadini colpiti da tumori e patologie collegate.

Diverso è pretendere che il Governo si faccia carico, anche se le responsabilità vengono da lontano, delle migliaia di licenziamenti dei dipendenti e dell’indotto. Ma questo il Giornale degli Angelucci non lo fa. Anzi critica i giudici per i quali la “salute dei lavoratori e degli abitanti di Taranto viene prima del diritto al lavoro, prima della libertà d’impresa, prima degli interessi nazionali”. E’ giornalismo? No. Solo tifo da curva sud.

PdeA

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