STAND-BY AUTUNNALE

Beaumont sur Mer-

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All’età di sedici anni, viaggiavo in treno insieme ad altri studenti, per raggiungere l’Istituto per periti tecnici di Fuscaldo marina a circa 40 minuti a nord di Amantea, il mio paese sulla costa Tirrenica. All’inizio dell’anno scolastico, una circolare di tre pagine venne distribuita da parte del “Capo” (il preside dell’Istituto). Lui fu il primo grande ciarlatano nazi-fascista che incontrai. Nel suo discorso di principio anno, richiamava la nostra attenzione sul fatto che un gruppetto di noi aveva iniziato a prendere lezioni di danza moderna, fox trot, quick step e rock and roll. Il capo faceva notare come quel tipo di “contorsioni” importato dal nord America, tutto il davanti del corpo dei ballerini, ballerini di sesso opposto, veniva a contatto, seppure inframmezzato da “strati di vestiario”. Scandalosamente, i seni delle ragazze venivano a contatto con il petto dei maschi, e le parti genitali di entrambi avrebbero premute le une sulle altre, o per lo meno sarebbero venute “a sballottare” insieme sulla pista da ballo. Anche qualora il ragazzo avesse tenuto la sua compagna ad una certa distanza da sé, non era possibile assicurarsi che “inavvertitamente” non avvenisse tale contatto. Alcuni di noi ribadivano che imparare a ballare era un atto di civiltà e cortesia nei rapporti sociali.

Sempre il “Duce” scolastico suggeriva inoltre considerare che sorta di ragazze frequentavano le sale da ballo. Erano i primi anni degli anni sessanta.Tornando ai giorni nostri. Tutti gli italiani sono attratti da venditori di fumo. In un mondo dominato dalla scienza, la gente impazzisce per maghi, cartomanti, chiromanti, astrologi e guaritori. A tali personaggi si rivolgono ogni giorno migliaia di persone alla ricerca di soluzioni per i loro problemi sentimentali, di salute, lavorativi e familiari. In quanto cattolici, credono nei miracoli, e se questi non si verificano immediatamente si rivolgono ai maghi. Se non esistessero altri fondati motivi per diffidare dei politici, basterebbero i sistemi adottati da costoro per “farsi conoscere” a farli guardare con sospetto e a non far provare per loro alcuna simpatia. Infatti quello di proporsi attraverso quel flagello tutto moderno chiamato pubblicità è un costume che in ogni persona equilibrata e con un minimo di buon senso non può non suscitare il sospetto che dietro le allettanti promesse si nasconda qualche fregatura. Un bel pomeriggio di sole, mentre gli uccellini cinguettavano leggiadri, e i fiorellini sbocciavano “Er Puzzone” dei nostri giorni era in giardino alle prese con i suoi sogni di potere.

Passeggiava tranquillo fra le aiuole del suo bel giardinetto curato e che si guardava in giro con il sorrisetto sarcastico di chi, sotto sotto, pensa che i suoi conterranei sono un misto di ignoranza, imbecillità e pressappochismo. Ma senza cattiveria, per carità, solo con la sfrontata spensieratezza di chi non ha mai avuto a che fare con uno come lui ladruncolo e senza morale. “A chi tocca nun se ‘ngrugna” è un vecchissimo detto romanesco e lui, che ha dedicato la sua misera vita all’imbroglio, avrebbe dovuto tenerne conto. Oggi che la sua Regione è attraversata da minacce, ricatti, da strade piene di bulli, bulletto in e mafiosi, invase da immondizie e di un mare pieno di pesci agonizzanti, ha pensato ancora una volta di agire circondandosi di personcine lillipuziane, pronte a realizzare i suoi sogni. I sogni di un imbroglione ciarlatan-Puzzone.I ciarlatan-Puzzoni esistono da sempre. Si presentano come vittime, incompresi, emarginati. La loro «soluzione» è sempre segreta, alternativa, miracolosa, idonea a curare le più diverse malattie sociali come la povertà, la disoccupazione e la fame. Si avvalgono di strategie di persuasione organizzata, ingannano, estorcono soldi e fiducia, e oggi vengono addirittura «promossi» nei social network e dalla tv-spazzatura.

In altri paesi questi vengono facilmente identificati e resi inoffensivi, spesso subito arrestati. Il ciarlatan-Puzzone, da noi, invece si insedia incredibilmente in una organizzazione statale, circuisce apparati, estorce consensi, per sedersi addirittura a tavoli di trattative ministeriali assieme a inorriditi ricercatori, esperti e scienziati competenti e di statura internazionale. Nei paesi del Mezzogiorno, la professione ideale dell’aspirante ciarlatan- Puzzone è lo pseudo amministratore; attenzione, “amministratore” non capetto, che ultimamente sempre più spesso è diventato il ciarlatan-Puzzone per antonomasia, giacché una carica così esposta obbligherebbe a prendere delle posizioni, fare delle scelte, metterci la faccia. Invece, la posizione di “pseudo governatore regionale” si attaglia perfettamente all’ aspirante ciarlatan-Puzzone. Dal suo scranno sa ripetere, come solo lui sa fare, a voce un poco più alta e cambiando un avverbio o un aggettivo, una qualunque idea di quelle già espresse da qualcun altro. Lui non dimentica mai che giocando abilmente da fondo campo, senza mai scendere a rete, ma solo ributtando dall’altra parte della rete qualunque cosa arrivasse a portata. Qualità preminente del ciarlatan-Puzzone è la mediocrità. Egli ne ha fatto una regola di vita. Anzi, la regola. Il ciarlatan-Puzzone non spicca in nulla, neppure nella cialtroneria; al massimo può arrivare a essere un mediocre ciarlatan-Puzzone, essendogli l’eccellenza, foss’anche in negativo, preclusa per definizione. A lui calza perfettamente quel che Leo Longanesi diceva per insultare qualcuno, attribuendogli l’appellativo di “testina di manzo numero due”, per non concedere il primato neppure in negativo. Di perfezione, quindi, nemmeno a parlarne, essendo la dimensione dell’apprendimento, con la sottesa tensione al miglioramento, fondamentalmente estranea alla natura di questo tipo umano. Il ciarlatan-Puzzone è quel che è, formato una volta e per sempre, ontologicamente determinato, immutabile come le montagne eppure molteplice nella sua ignoranza. Sono concetti densi e di non immediata comprensibilità (è palese), ma è il rischio che si deve correre se si vuole trattare una materia così gravida e magmatica come quella che è oggetto di questo breve scritto.

D’altra parte, dopo millenni di empirismo cui finora ci siamo attenuti nei rapporti con il cialtrone, credo che i tempi siano maturi per tentare un qualche grado di elaborazione teorica. Questa storiella meridionale è innanzitutto una meravigliosa fiaba, e come tale può essere letta, gustandone i pochi momenti di serenità”: i bellissimi notturni illuminati dalla luce della luna sopra il castello normanno, le danze delle fatine per le strade, le variazioni sul tema della natura dell’amore e le grotte dei desideri nascosti. I sogni di una notte di agosto sono dei veri e propri teoremi sulla ricerca di una convivenza possibile nel profondo Sud, ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per emergere dal loro quotidiano squallore, che si “rispettano” e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Certo, ci sarebbe da ridere di fronte a tutto questo. Purtroppo però quando le bugie dei ciarlatan-Puzzoni portano una intera collettività nel baratro, non possiamo più ridere. “Sotto la denominazione di “mestiere di ciarlatano” si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità e povertà, o a sfruttare od alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblica grande valentia nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o “miracolose”.

Gigino Adriano Pellegrini

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