Accesso alle spiagge soltanto a nuoto, senza attrezzature, permanenza limitata al bagnasciuga e tutela rigorosa delle dune e della vegetazione pioniera. E soprattutto una sola disciplina, uguale per tutti. È la proposta che l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna rilancia per il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
«Siamo operatori nautici, ma chiediamo regole più severe anche per noi. Se servono a proteggere realmente l’ambiente, siamo pronti ad accettarle. Ciò che non comprendiamo sono regole diverse sulla stessa spiaggia» afferma il presidente Claudio Denzi.
Secondo l’Associazione, lo sbarco è vietato alle unità in locazione senza conducente e sottoposto a specifici requisiti per quelle adibite al noleggio, mentre i privati possono continuare a sbarcare e sulle stesse spiagge arrivano anche i turisti delle unità adibite al traffico passeggeri.
«Stessa spiaggia, stesso ecosistema: l’ambiente cambia a seconda di chi sbarca? Dune e arenili non distinguono la categoria amministrativa dell’imbarcazione» osserva Claudio Denzi. Per l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna il parametro dovrebbe invece essere la pressione antropica e la capacità di carico delle singole aree.Gli operatori contestano anche un secondo paradosso dei criteri per le autorizzazioni: 40 punti a determinate unità a motore e 20 alla vela. «Qual è la logica scientifica? Se esistono studi o indicatori ambientali che giustificano il doppio dei punti, chiediamo che siano resi pubblici».
«Non chiediamo meno vincoli, ma vincoli seri e uguali per tutti» conclude Claudio Denzi. «Se una spiaggia deve essere protetta, proteggetela da tutti. L’ambiente non conosce categorie amministrative».