AVVOLTOI D’OGGI

Beaumont sur Mer

Il giudice federale americano, James Boasberg, è stato definito da Donald Trump “ un uomo della estrema sinistra” per aver bloccato la deportazione dei migranti venezuelani, mentre la sua amministrazione intensificava la retorica contro i tribunali. Arrivò persino a chiedere l’impeachment del giudice Boasberg, accusandolo di aver messo a rischio gli Stati Uniti. “Non vogliamo criminali feroci, violenti e dementi, molti dei quali assassini squilibrati, nel nostro Paese”, ha scritto Trump su Truth Social . Trump da presidente degli USA, ha definito Boasberg un “pazzo della sinistra radicale” “nominato dall’ex presidente Barack Hussein Obama”.

Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha criticato la richiesta di impeachment del giudice Boasberg, ma ciò non ha impedito a Trump di attaccare il giudice. Il presidente degli Stati Uniti si è scagliato anche contro Roberts, insinuando che la Corte Suprema stessa sia stata compromessa da pregiudizi politici.Il disprezzo di Trump per i tribunali è precedente alla sua presidenza, ma ha raggiunto nuovi livelli durante il suo mandato. Di solito, se una sentenza gli è sfavorevole, il giudice viene ritenuto da Trump di parte, incompetente o parte di una cospirazione comunista.Questi atteggiamenti di Trump dovrebbero richiamare alla memoria degli italiani ciò che Silvio Berlusconi pensava dei giudici. ““I giudici sono matti, sono mentalmente disturbati, hanno turbe psichiche e sono antropologicamente diversi dalla razza umana”.“I giudici sono matti; bisogna proprio essere matti per fare il giudice”.Fu così che si espresse Silvio Berlusconi, l’anno 2003 da presidente del consiglio. Fu un’uscita improvvida e tuttavia non produsse nulla di sconvolgente, se non lo sdegno e la collera del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che prese le opportune distanze da quelle dichiarazioni politicamente malsane di Berlusconi.Cosa che il governo della Carciofara conferma e addirittura supera adottando un maestro americano che fa sembrare Berlusconi un misero dilettante.

Sir Philip Sidney poeta, militare e cortigiano britannico, fu una delle figure più importanti dell’età elisabettiana. In una sua poesia si rivolse direttamente alla luna, vedendola come uno spirito affine al suo essere amante:“Con quanti passi tristi, o luna, sali i cieli;Così silenziosa e con ampio pallido viso!Come può essere che anche in un luogo celeste l’arciere faccia uso dei suoi aguzzi dardi?”Nella mitologia greca e romana la luna piena simboleggia la dea del cacciatore, e viene rappresentata come la luna del cacciatore. I cinesi credono che celebrare una festa di metà autunno nel giorno della luna piena unisca la famiglia e rappresenti la felicità.Non vi sono prove scientifiche convincenti che la Luna influisca sulla biologia umana o sulla salute mentale. Tuttavia, i suoi effetti più evidenti sulla Terra – attraverso la luce e la gravità e grazie ai suoi cicli regolari – hanno esercitato una potente influenza sul modo in cui gli esseri umani hanno condotto le loro vite, sia attraverso l’ordine del tempo, la capacità di navigare o i tentativi di determinare cosa potrebbe riservare il futuro.Per millenni, c’è stata una credenza diffusa nell’associare la Luna Piena a comportamenti estremi legati alla malattia mentale “La stessa parola ‘lunatico’, ora fortunatamente fuori moda, è un indicatore dell’antica pervasività di questa convinzione tra il grande pubblico e professionisti medici allo stesso modo.

Qualcuno in passato era convinto che Aristotele credesse che l’alto contenuto di acqua del cervello lo rendesse suscettibile alle fasi lunari. Queste teorie sulle “maree” della mente hanno portato la Luna Piena ad essere associata a comportamenti violenti, convulsioni e malattie mentali.“Quivi ebbe Astolfo doppia meraviglia:che quel paese appresso era sì grande,il quale a un picciol tondo rassimigliaa noi che lo miriam da queste bande;e ch’aguzzar conviengli ambe le ciglia,s’indi la terra e ‘l mar ch’intorno spande,discerner vuol; che non avendo luce,l’imagin lor poco alta si conduce.” L. Ariosto

Brevemente, mentre il termine “lunatico” non identifica un genere specifico nella letteratura mondiale, i temi della follia, dell’incomprensione e dell’eccentricità sono presenti in varie opere, spesso utilizzati per esplorare aspetti della condizione umana o per criticare la società attraverso personaggi e narrazioni non convenzionali. Alla prossima pandemia non si possono sottrarre gli attuali padroni del mondo.

Gigino Adriano Pellegrini

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