Quando la faziosità manipola l’informazione.

“I Vescovi e Avvenire vogliono dare il nobel ad Hamas”. Sono letteralmente saltato sulla sedia nel leggere oggi questo articolo di Daniele Dell’Orco in prima pagina su Libero.

Com’è possibile? mi sono detto. Il collega, o chi per lui, si sarà sbagliato… E sul telefonino ho consultato le ultime uscite di Avvenire dove, il 9 agosto, ho trovato la notizia che il titolo di Libero ha “piegato” alle sue “esigenze” editoriali.

Ebbene, la candidatura per il nobel è vera. Ma ai bambini di Gaza, non ai terroristi di Hamas. Questo “particolare”, che fa una grossa differenza, viene riferito SOLO nel sommario, non nel titolo a lettere cubitali “strillato” per richiamare l’attenzione dei lettori.Non mi sembra un modo corretto di fare informazione e non è un caso che provenga da un giornale del gruppo Angelucci, parlamentare della Lega e fra i più assenteisti.

In pratica si è gettato del fango su di una proposta nobile che indiscutibilmente “disturba” il racconto della Destra, Meloni e Salvini in testa.Efferrivamente Avvenire, il giornale dei Vescovi, il 9 agosto aveva dato spazio ad una proposta del prof. Mazzarella, docente di filosofia all’università Federico II di Napoli, di candidare per il nobel i bambini di Gaza il cui sacrificio è un “atto di verità e di giustizia”, per dirla con le parole di padre Ibraihim Faltas.Dall’ottobre 2025, quando si sarebbero dovuti sospendere i combattimenti, sono stati uccisi ben 300 bambini e quelli che sopravvivono – tra malnutrizioni, malattie, acqua sporca e cure inesistenti – stanno ancora aspettando la fine delle violenze che Netanyahu, per esigenze elettorali, non intende concedere, in barba alle promesse di Trump.

L’assegnazione della pace ai bambini di Gaza vuole essere un riconoscimento a delle vittime innocenti del conflitto che non hanno nulla a che vedere con Hamas. E la strumentalizzazione che ne fa il titolo è vergognosa perché con l’iniziativa riportata da Avvenire si vuole dare un riconoscimento, sia pure simbolico, a tutti i bambini vittime innocenti di tutte le guerre: a quelli israeliani del 7 ottobre, a quelli russi e ucraini, a chi senza alcuna colpa muore in Africa e in altre parti del mondo.È vero, il nobel per la pace viene assegnato a chi “costruisce” la pace ma in questo caso l’iniziativa vuole avere un carattere simbolico. Significa riconoscere le sofferenze di questi bambini spesso orfani o mutilati, i loro patimenti, il non aver potuto giocare come i loro coetanei che hanno la fortuna di vivere in Paesi ancora in pace. Una iniziativa che richiama quella della Flottilla che per due volte ha cercato di raggiungere Gaza. Nessuno si illudeva di porre fine alla guerra con Israele ma di richiamare l’attenzione su di un mondo “dormiente” ed indifferente.Ecco perché quel titolo sui Vescovi e su Avvenire per il nobel ad Hamas, Libero se lo sarebbe potuto risparmiare.Il buon giornalismo dovrebbe informare non “piegarsi” a letture “di parte”.

PdeA

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