UN NUOVO ANTICICLONE

Beaumont sur Mer

Cosa simboleggia in maniera inequivocabile la vita di un essere umano? Il carattere conflittuale è ciò che più di ogni altra cosa simboleggia la vita di un individuo nel suo quasi isolamento e nei contenuti. E’ questa l’azione che riesce ad afferrare la sua essenza in quanto uomo-protagonista e in possesso del suo destino. L’obbiettivo è senza dubbio la lotta che investe la vita intera dell’essere umano alla conquista della sua libertà e della sua indipendenza che dovrebbero consentirgli la creazione di un nuovo mondo.

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Tenendo a bada il sentirsi alla deriva è l’innesco emotivo del sentirsi senza direzione. Ogni cultura, ovunque nel mondo, ha sviluppato e sviluppa strategie di gruppo per alterare, ogni tanto, la propria coscienza, specialmente quella legata alla monotonia della vita quotidiana. Ecco che nascono, riti, cerimonie, l’arte, l’immaginazione, la fantasia, e molte altre situazioni definibili, in senso lato, divertimento, in cui lo sguardo umano guarda altrove rispetto alla consuetudine.

Come esseri umani siamo l’unica specie consapevole della nostra esistenza, e questo dovrebbe consentirci di ragionare su noi stessi e portandoci ad almeno due tipi di conseguenze. Queste si collocano ai poli di un persistente pensiero che va dall’essere terrorizzati per il fatto che tutti dobbiamo morire e che può accadere da un momento all’altro, al cercare di vivere la vita nel miglior modo possibile perché è l’unica che abbiamo. E’ sempre utile ricordare che la realtà è anche data da come noi, in parte, la costruiamo, dai pensieri che produciamo e dal valore che decidiamo di attribuirvi.

Allo stato, autoritario, escludente e repressivo, subito dopo l’ultimo conflitto mondiale, si era sostituito lo stato assistenziale, onnicomprensivo, esempi significativi di come questo più generale processo di decentramento amministrativo dello stato si accompagnava una riorganizzazione in senso confederale dei servizi assistenziali e sanitaria come la “medicare” pubblica.Se si vuole cambiare il mondo…Bisogna amarlo.

Amarlo veramente.Ho scoperto che parlava alla mia anima.L’Europa post-pandemica (si fa per dire) e all’inizio della primavera di bombe russe e resistenza ucraina sembra essersi svegliata dal sonno della ragione che si era auto-imposta. Ancora una volta, ci siamo trovati davanti una libertà non frutto naturale come possono essere i fichi d’India e l’uva o come scriveva Antonio Labriola, un dono che cade dal cielo, come la manna religiosa, ma quella libertà che l’uomo fa sua attraverso una continua conquista del lavoro umano che non può mai permettersi di disarmare sé stesso nello spirito e nella forza. Certamente non una libertà “concessa” dalla liberal-democrazia occidentale che all’occorrenza ci viene tolta e poi ridata facendola passare come un atto di grande generosità da parte di chi governa il nostro mondo. Lenin diceva che: …la libertà è una enorme e pesante parola, ma sotto la bandiera della libertà dell’industria si sono fatte le guerre, sotto la bandiera della libertà del lavoro si sono depredati i lavoratori. Non risulta sufficiente fare riferimento in modo generico alla libertà, ma occorre esaminare una indicazione specifica”.

Ad ogni modo, nella situazione attuale il concetto di libertà viene assunto acriticamente: in modo analogo a quanto avviene con la nozione di democrazia, la libertà viene considerata come un valore indiscutibile. La libertà non può essere una vaga idea regolatrice, ma una vera e propria necessità ontologica dell’umano, da cui non è possibile liberarsi . Al mondo occidentale serve un nuovo anticiclone di ‘alta pressione atmosferica’ caratterizzata da tempo stabile, cieli sereni e venti deboli. Un anticiclone sulla superficie terrestre a forma circolare o ellittica, mirato a causare modeste variazioni dei parametri meteorologici in contrapposizione, con quanto sta accadendo con la presenza di zone cicloniche, di bassa pressione.

Uso questa metafora meteorologica per auspicare a questo mondo una fase di grande stabilità, blocco o predominio di una forza in grado di impedire in futuro l’arrivo di perturbazioni mirate a far nascere e crescere uomini come Donald Trump.

Gigino Adriano Pellegrini

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