Da Lampedusa “messaggi” a Trump, Meloni ma anche Salvini

Punture di spillo-

Non li ha mai nominati ma la visita di Papa Leone a Lampedusa e il suo appello all’accoglienza avevano destinatari ben chiari: il Presidente Trump nello stesso giorno del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Usa, ma anche la Premier che, prima di andare al Governo, “farneticava” di blocchi navali contro i migranti, e pure Salvini in… odore di Viminale.

99 Le parole del Pontefice, a 13 anni dalla visita di Francesco di fronte allo stesso mare che ha inghiottito migliaia di vite umane, sono state chiare: accogliere, proteggere, assistere gli immigrati. E chissà se la Ducetta di “Dio, Patria e Famiglia”, penserà ancora di riportare Matteo Salvini al Viminale per disinnescare nell’anno elettorale la “mina Vannacci”.

Il disegno infatti era di togliere spazio all’ex generale puntando su quel Salvini che, della lotta all’immigrazione soprattutto via mare, aveva fatto un punto di forza della Lega, portandola al 34 per cento. Quando – dopo la parentesi del governo Draghi – Meloni è arrivata al Governo, il segretario della Lega era strasicuro di tornare al Viminale. E invece… Sembra che un disco rosso, condiviso comunque per invidia politica dalla stessa Meloni, sia venuto dal Capo dello Stato che suggerì un’alternativa al “Ministro delle Felpe” e della guerra alle ONG impegnate a salvare i migranti alla deriva su imbarcazioni fatiscenti. Si decise così, nel 2022,di dirottare Salvini ai Trasporti mandando agli Interni quello che era stato il suo Capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi.

Con l’arrivo dell’ex generale Vannacci a turbare i sonni della Destra, sembrava che Meloni pensi di riportare il segretario leghista agli Interni. Ma dopo il “forte” appello di Papa Leone XIV tutto potrebbe tornare in discussione. Il Papa ha indicato percorsi concreti per superare paure e chiusure ponendo al centro dignità e convivenza. E francamente Salvini non sembra la persona più indicata per raccogliere l’appello del Pontefice quando dice – con un evidente riferimento anche a Trump – che “la remigrazione non è una risposta cristiana”. O quando, ancora più esplicitamente, sottolinea che “i morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”.

Vedremo a questo punto se la “cattolica” Meloni terrà conto di queste “accuse” papali o se, più pragmaticamente, anteporrà gli interessi di partito alla denuncia di Prevost contro chi “sceglie di non farsi prossimo” Una scelta che, però, potrebbe pagare elettoralmente!

PdA

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