Punture di spillo 2026
La percezione, ma forse non solo quella, è che le Opposizioni ad un anno o poco più dal rinnovo del Parlamento siano ancora… dormienti. Dal 26 settembre 2022 infatti risultano non pervenute. Eppure la “botta” è stata forte: Dopo 80 anni, una postfascista a guidare il Governo della Repubblica e, con lei, il peggio di riciclati e nostalgici che hanno indossato un vestito “perbenista” con mocassini, lasciando nella naftalina camice nere, stivali ed orbace.
E, famelici, si sono presi tutto perché la loro parola d’ordine rimane “comandare” e non “governare”. Sul più alto scranno del Senato è arrivato quel Benito Ignazio La Russa che si vanta di “custodire” in casa un busto di Mussolini. Alla Camera hanno messo come capogruppo quel Galeazzo (il nome dice tutto) Bignami che non è l’autore di quei sunti scolastici, cui tutti ricorrevamo prima delle interrogazioni scolastiche, ma un “ragazzetto” che a carnevale si divertiva a mascherarsi da nazista. E di esempi se ne potrebbero fare ancora tanti ma basta ricordare che nel simbolo del partito “arde” ancora la fiamma tricolore del MSI di Giorgio Almirante che sarà pure andato ai funerali di Enrico Berlinguer ma che la storia ricorda come redattore di riviste razziste.E tutto è avvenuto perché a quelle elezioni dell’autunno 2022 due “scienziati” della politica, Enrico Letta e Giuseppe Conte, hanno deciso di presentarsi divisi al voto. Essendo evidentemente ignoranti delle leggi elettorali, andarono per bastonare e furono bastonati regalando alla Ducetta della Garbatella la maggioranza alla Camera e al Senato.
Uno dei responsabili ha pensato bene di… emigrare in Francia, l’altro ancora imperversa, senza avere il pudore di cospargersi il capo di cenere, pretendendo di avere le “carte giuste” per guidare l’alternativa a Giorgia Meloni. Con pochi numeri e senza uno straccio di programma!Ovviamente se Sparta piange, Atene non ride. In quattro anni di opposizione anche Elly Schlein, che pure ha il merito di aver riportato il PD al 20/21 per cento, da questa percentuale non schioda. La volontà è quella di lavorare per un’opposizione “testardamente” unita che le ha consentito di vincere alcune sfide locali, ma le manca la capacità di “fare sintesi” mettendo i componenti della futura coalizione attorno ad un tavolo per decidere un leader e concordare alcuni punti-chiave.E qui, come si dice, casca l’asino! Non c’è ancora un programma, e ce ne sarebbe bisogno, ma di cosa parla la segretaria del PD? Di Patrimoniale. Apriti cielo! Da giorni Opinionisti e Politici non parlano d’altro. Non se ne farà nulla ma fino alle elezioni il PD si porterà dietro il marchio di “voler far piangere i ricchi”. E’ stata un’uscita intelligente? Certo che no! C’era la possibilità di aprire il fronte dell’evasione e della elusione fiscale, delle tasse che sono aumentate, dei condoni che fioccano come la neve, della Sanità in mano ai privati, ed Elly Schlein nel cosiddetto “campo largo” getta la “mina” della Patrimoniale.Ma prima non c’era forse la possibilità di mettere in fila qualcuno di questi problemi con i quali gli italiani quotidianamente confliggono e che Giorgia Meloni ha aggravato?Quanti non vedono l’ora di mandarla a casa, quando potranno conoscere un programma elettorale in grado di riportare alle urne i tanti delusi? Non si chiede la luna ma un minimo di concretezza da parte di chi si candida a guidare l’alternativa democratica a questi “scappati di casa”!
PdA