Quando il rispetto diventa un giardino..

Martedì 19 maggio si celebra la prima Giornata Mondiale del Fair Play per decisione dell’ONU. Sembra infatti che il mondo abbia urgente bisogno di buone maniere, ma questa giornata in particolare ha radici profonde, che scomodano addirittura William Shakespeare, primo a coniare il termine “Fair play”, poi declinato soprattutto in ambito sportivo. e non finisce qui, perche’ i benefici sono reali, anche per la salute.La scienza lo conferma: il rispetto delle regole ci rende più forti, meno stressati e persino più longevi. Un gesto gentile è contagioso, attiva i neuroni specchio — lo sapeva già Cicerone — e riduce il rischio di infarto e ictus. La cortesia disarma l’aggressività, migliora i rapporti sul lavoro, rende più popolari e influisce positivamente persino sull’umore di cani, gatti, suini ed equini.

In occasione del World Fair Play Day, mentre la mattina, nella sala Koch del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Luca Cipriani si omaggia la giornata, con Ruggero Alcanterini (presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play) a iniziare la serie di interventi, il cuore green batte a Montopoli di Sabina (RI), nel Fair Play Garden ideato da Roberta Maresci, giornalista e giardiniera d’arte di parchi e giardini storici. Qui il rispetto prende forma nella natura, tra ulivi Dop, installazioni artistiche nell’Humus Trek e botanica “prêt-à-planter”.

Chiunque può raccogliere gratuitamente 12 tipi diversi di cicoria, rucola selvatica, mirto e menta dal giardino, portarle a casa e continuare il ciclo virtuoso della gentilezza verde.Promosso con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, riconosciuto dal CONI e presieduto da Ruggero Alcanterini, e con l’European Fair Play Movement, il Fair Play Garden celebra il World Fair Play Day, istituito dall’ONU il 24 giugno 2024, aderendo all’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030: proteggere la biodiversità, promuovere la riforestazione, fermare il degrado del suolo.

Qui tutto questo è realtà: dalle piantine domestiche rifiutate alla creazione della Greenbank, la “banca verde” dove depositare le proprie piante care. E poi la RSA Verde, che ospita esemplari non più piantabili, ma che fanno parte dei ricordi d’infanzia e hanno una certa età. L’idea del Fair Play Garden piace: è già stato replicato in Belgio, con un giardino urbano dedicato, uno spazio nello stadio di atletica di Bruxelles, un “FPG in villa” con lago e percorso artistico.

Sono 42 i Paesi che, attraverso l’European Fair Play Movement, hanno adottato questo progetto. E come dice Roberta Maresci, soprannominata “la Greta de’ Noantri”: “Era l’uovo di Colombo, ma bisognava arrivarci”.Chi vuole può anche solo godersi la natura, passeggiando nell’Humus Trek, un percorso dove le installazioni di artisti e designer con l’idea di tornare a nutrire il suolo. Diverse le opere: “Mushrooms” in pietra leccese di Mario Calcagnile, “Funambolo” di Arcangela Parisi per una lettura double-face e anti-smog, “Ovuli” della mosaicista Patrizia Dalla Valle, tre le opere archisofiche di Gerry Turano tra cui “Pensieri complessi” e Cemento in movimento”, “Algiz” di Carlo Moretti, “Tralci di vite” di Sara Celeghin, “Estasi” di Marco Piovani, “Metafisica dell’incontro” di Massimo Di Cave.

Fonte: Roberta Maresci AGR Press it

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