Beaumont sur Mer-
Non era un robottino qualunque che aveva trovato un modo stravagante per cavarsi dai normalissimi guai che noi umani viviamo. Il meccanismo narrativo, velocissimo, ruotava sui ricordi.“Presso i fiumi di Babilonia, lì ci sedemmo, sì, piangemmo, nel ricordare Sion. Presso i fiumi di Babilonia. Lì ci sedemmo e piangemmo. Nel ricordareSion.
”Quando i malvagi ci portarono via ci chiesero di cantare una canzone. Come avremmo potuto cantare, prigionieri dei malvagi, in una terra straniera?Ma se è vero che dopo tanti anni, le intenzioni filosofiche, le implicazioni sociali e le ragioni estetiche, hanno ceduto il passo al dramma rusticano, è anche vero che s’ è dovuto aspettare mezzo secolo per vedere i mediocrati recitare la parte dei tuttologi. Questa loro “spaziosità” è stata immediatamente recepita dalla maggior parte della popolazione mondiale.Appena ne incontrerò uno sarà mia cura chiedergli che fine ha fatto quella Costituzione scritta dai borghesi e applicata a tutta la popolazione italiana.Oggi voglio essere buono e non commenterò quanto sopra e non mi soffermerò su ciò che sta succedendo nel mondo gestito da balordi come il ministro americano della “Guerra” Pete Hegseth che si distingue sempre per un linguaggio bellico, messianico e controversi riferimenti religiosi, inclusa una recente gaffe in cui ha scambiato una citazione dal film Pulp Fiction per la Bibbia.
Parlando della missione di soccorso Sandy 1, che all’inizio di questo mese ha riportato in patria i piloti abbattuti e bloccati in Iran, Hegseth ha esortato il pubblico a unirsi a lui nella preghiera che, a suo dire, era stata recitata all’inizio della missione. “Il cammino dell’aviatore abbattuto è assediato da ogni parte dalle iniquità degli egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto colui che, in nome della fratellanza e del dovere, guida i perduti attraverso la valle delle tenebre, perché egli è veramente il custode di suo fratello e colui che ritrova i figli perduti. E io mi abbatterò su di voi con grande vendetta e furia cieca, su coloro che tentano di catturare e distruggere mio fratello, e saprete che il mio nominativo è Sandy 1 quando riverserò la mia vendetta su di voi. Amen”, ha detto Hegseth.
Una versione, quella del segretario della Difesa, che si allontana dal testo biblico originale, vistosamente più breve: “E infliggerò loro una grande vendetta con furiosi rimproveri; ed essi sapranno che io sono il Signore, quando riverserò su di loro la mia vendetta”) per avvicinarsi a un adattamento cinematografico, modificato ulteriormente in chiave militare. In particolare, i riferimenti a il “Signore” vengono sostituiti con elementi legati alle operazioni di soccorso, come il nominativo “Sandy 1”, mentre l’”uomo giusto” diventa un “aviatore abbattuto”.La gaffe del segretario della Guerra arriva proprio mentre i Democratici alla Camera hanno presentato richiesta di impeachment contro di lui accusandolo di abuso di potere, crimini di guerra e altri gravi illeciti. La risoluzione, presentata alla Camera, si concentra soprattutto sulle operazioni in Iran, lo scandalo Signalgate e la presunta cattiva condotta personale di Hegseth.
A Hegseth va aggiunto JD Vance, vice di Trump, il quale ha espresso posizioni decise in un discorso alla conferenza sulla sicurezza che si tenuta a Monaco (febbraio 2025), criticando la gestione europea di valori come libertà e sicurezza. Ha sollevato preoccupazioni sulla “ritirata dell’Europa dai suoi valori fondamentali”. Inoltre, ha criticato l’Unione Europea per una crescente tendenza alla censura e ha sottolineato la necessità che l’Europa si assuma maggiore responsabilità per la propria sicurezza, affermando che gli Stati Uniti non possono più essere l’unico garante.In aggiunta Vance ha attaccato nuovamente il Pontefice che, durante il viaggio in Algeria, ha ricordato che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi”.
Si tratta di uno status – quello della menzogna – in un certo senso connaturato alla dimensione del vivere umano; dal momento in cui nasciamo ci troviamo immersi in un sistema di regole, leggi e convenzioni già date e a cui aderiamo “come se” le avessimo scelte noi stessi, in prima persona.Questo “come se” è già indizio di una finzione che ci troviamo ad avallare ogni giorno, come una sorta di rituale dovuto. Tuttavia, il problema della menzogna in politica è una questione diversa, che intacca le fondamenta stesse del potere, ovvero l’obbligo politico, un vincolo basato sulla fiducia reciproca tra i governati, e tra questi ultimi e i governanti. È proprio questo vincolo morale – non giuridico formale – ad essere in crisi oggi, laddove la menzogna sembra aver compromesso quella dimensione culturale, ossia etica, propria degli esseri umani, e la loro politicità, ovvero la capacità di vivere con i propri simili.
Gigino Adriano Pellegrini