Punture di spillo 2026
Prima dell’ arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi nessuno se n’era accorto. Forse nella sezione postfascista di Colle Oppio, ma mai tra gli addetti ai lavori. Poi con la prima donna – e per giunta di Destra – alla Presidenza del Consiglio, sono fioccate sui giornali notizie e indiscrezioni su di lei e sulla sua Famiglia. In particolare, che l’impegno in politica della Premier dati con l’assassinio di Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 aprile 1992.
Sarà vero? Non si hanno motivi per non crederle anche se in questi quattro anni ha infiocchettato il Paese di fake news su tutto. Comunque, l’attenzione della Ducetta sulla strada indicata dal giudice fatto saltare in aria dalla mafia sembra sia stata un po’ labile. Forse per essersi “distratta” per il nuovo incarico. Ma siamo oramai a fine della legislatura e quindi è lecito chiederle qualche sforzo in più per dimostrare di aver imparato la lezione di Borsellino.
E’ augurabile che la ragazzotta della Garbatella abbia capito che un partito di governo sia più esposto di altri a possibili connessioni con la criminalità organizzata, e debba essere quindi più “vigile”, allontanando chiunque abbia legami o contatti, anche penalmente irrilevanti. Visto che la sua classe dirigente ha dimostrato di non esserne immune.
La Presidente del Consiglio, presentandosi dopo ben tre settimane in Parlamento dopo lo “schiaffone” referendario, ha detto che il suo impegno nella lotta alla mafia “è cristallino, coerente e duraturo”. Sono solo belle parole se poi l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’europarlamentare Carlo Fidanza restano ancora iscritti a FdI, tanto per fare due esempi. Questo se vuole fare tesoro della lezione di Borsellino, un modo, seguendo “l’argine” immaginato dal giudice, per dimostrare con i fatti di essere veramente “cristallina e coerente”.Diversamente solo propaganda “urlata” per l’avvio della campagna elettorale in vista delle politiche del prossimo anno.A Giorgia Meloni serve – ma è caratterialmente difficile – una lezione d’umiltà e di dialettica con chi la contraddice, e deve smettere di fare la vittima e l’offesa. Di essere “supponente” come scrisse Berlusconi, Da tempo non è più un’underdog. Piuttosto sia “vigile” con chi la circonda e, forse interessatamente, la porta fuori strada inducendola a “dimenticare” l’esempio di Paolo Borsellino.
PdA