Beaumont sur Mer-
Oggi è probabilmente uno dei periodi terribili per avere figli. Siamo giunti alla prima generazione di europei in cui è probabile che i figli stiano peggio dei loro genitori. Inoltre, il profilo delle persone che hanno figli è cambiato drasticamente. Ci sono persone che votano per regimi oligarchici nella società invece che per programmi sociali che andrebbero a beneficio loro e dei loro figli. Abbiamo una popolazione meno istruita e questa tendenza non fa che peggiorare. Nascere in questo mondo in via di trasformazione da liberaldemocrazia in nazi-anarchia significa entrare in un sistema in cui una piccola élite ricca e potente detiene il controllo dominante sulla vita politica, economica e sociale del pianeta e non solo. Invece di essere governato dalla maggioranza (democrazia) attraverso il voto, il potere è concentrato nelle mani di pochi – spesso miliardari che si sono fatti da soli, leader aziendali o élite politiche consolidate – che influenzano le politiche per proteggere la propria ricchezza e i propri interessi minoritari.
Nella storia del mondo orientale, questo è probabilmente il momento peggiore per pensare di avere figli.L’incertezza si traduce così in uno stato di allarme che, non avendo un oggetto preciso, è ondivago e suscettibile a qualsiasi nuovo stimolo esterno. La convergenza tra “tempi difficili” e “nascita” è un tema profondo, che spesso funge da metafora per auspicarsi, scopo e rinnovamento in mezzo al caos, alla guerra, alla sofferenza o a significative avversità personali o globali.George Orwell descriveva il fascismo come una minaccia esistenziale e insidiosa, spesso collegata alla guerra e alla manipolazione della verità. Una delle sue citazioni più note è: “Questa è un’età politica. Guerra, fascismo, campi di concentramento, manganelli, bombe atomiche ecc., sono tutte faccende di cui scriviamo anche quando non lo facciamo esplicitamente”
Nascere in tempo di guerra è caratterizzato da pericoli estremi, gravi carenze di forniture mediche e profondi traumi psicologici. Nelle zone di conflitto attivo come Gaza e l’Ucraina, le madri spesso partoriscono in ambienti non convenzionali e non sterili, tra cui rifugi sotterranei, tende improvvisate e, in alcuni casi, senza anestesia per le procedure di emergenza. Come sarà il futuro dei bambini nati nell’era della intelligenza artificiale? “Sarà diverso anche tutto ciò che si accompagna all’attività del pensiero. In effetti il pensiero non esisterà più, almeno non come lo intendiamo ora. Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa.””Nascere in un’era sbagliata” è un’espressione che indica come i gusti, i valori o la personalità di una persona si adattino meglio a un periodo storico passato piuttosto che al presente. Spesso implica il desiderio di un ritmo di vita più lento, la nostalgia per un’estetica, una musica o dei costumi del passato e una sensazione di distacco dal caos che stiamo vivendo, dalla tecnologia o dalla cultura moderna.Essere genitori non significa essere immuni alle sfide della vita. Questa risorsa dovrebbe aiutare a comunicare con il proprio bambino durante i “momenti difficili” (ad esempio conflitti nel mondo, malattia, difficoltà finanziarie, stress lavorativo, ecc.), in modo che si senta al sicuro e accudito. Sebbene i neonati possano non capire tutto ciò che si dice loro, sono molto sensibili e reattivi alle tue emozioni e al tono della tua voce. Potresti notare che, quando attraversi momenti difficili, anche le reazioni del bambino cambiano.
Ma cosa vedono gli adulti dietro il sorriso di un neonato? Devastazione, vuoto, profezie dolorose. Perché gli adulti non vedono? Se solo sapessero guardare, “come dietro quella soddisfazione e quella contentezza imbellettate, sotto quella banalità panciuta e ridacchiante, non ci sia altro che un terribile vuoto, una disperazione segreta. L’immenso desiderio di morte del mondo moderno.” Ancora Orwell.L’ipocrisia fa dire agli uomini che quello che fanno è per il benessere delle “future generazioni”. L’uso retorico dell’espressione da parte dei politici è spesso percepito come un atto di ipocrisia, descritto come una forma di “strumentalizzazione” o “teatrino” per legittimare scelte politiche presenti, spesso dettate da interessi a breve termine o logiche elettorali.Spesso, anziché tutelare i giovani, le politiche attuali rischiano di danneggiarli, con un conflitto generazionale che sostituisce la lotta di classe. Le istituzioni soffrono di “presentismo”, privilegiando il consenso immediato rispetto a una pianificazione a lungo termine. Viene denunciata la discrepanza tra quanto votato nelle aule parlamentari (che a volte danneggia il tessuto produttivo o ambientale) e quanto dichiarato pubblicamente dai leader. Esempi includono la retorica ambientale che maschera interessi di mercato.
Nel 1987, Gro Harlem Brundtland, presidente della Commissione mondiale su Ambiente e Sviluppo (World Commission on Environment and Development, WCED,) istituita nel 1983, presentò il rapporto “Our common future” (Il futuro di tutti noi), formulando una linea guida per lo sviluppo sostenibile ancora oggi valida.Come evidenziava Brundtland, l’ipocrisia risiede nel “prendere in prestito” risorse e capitale naturale dalle generazioni future, basandosi sul fatto che queste ultime non votano e non hanno potere politico o finanziario immediato.
Gigino Adriano Pellegrini