MELONI COME PUTIN. SI PRENDE ANCHE I VOTI CHE NON HA

Punture di spillo 8/26 –

L’incoerenza è la cifra di Giorgia Meloni. Difensora – Trump permettendo – dell’Ucraina, attaccata da Putin che ora si vorrebbe annettere anche i territori su cui non ha ancora vinto, punta ad una riforma elettorale che le assegni, per restare al potere, anche i voti che gli elettori non le daranno.

Non si contano le volte in cui, dai banchi dell’opposizione, “urlava” per un ritorno delle preferenze. Ma ora, con le opposizioni unite e con gli scarsi successi della sua azione di governo, si sente venire meno il terreno sotto i piedi. E siamo quindi alla “retromarcia camerati”! Palazzo Chigi è bellissimo, altro che la Garbatella! E… istruttivi, per chi non ha fatto studi approfonditi, i tanti viaggi sull’aereo di Stato dove qualche volta ha portato anche la figlia per farle conoscere il mondo.La “vacanza” rischia di finire il prossimo anno con la conclusione della legislatura e con gli italiani, con le tasche vuote e delusi dalle tante promesse non mantenute, che potrebbero voltarle le spalle.Ecco che nasce, su consiglio di Fazzolari – che rischia anche lui di tornare alla vecchia professione di consulente amministrativo – l’idea di blindarsi. Come? Seguendo la stella cometa di Trump per passare di fatto da una democrazia rappresentativa ad un’autocrazia elettiva.E’ quello che da oltre un anno sta facendo il Presidente americano: con il Congresso ridotto ad… applausometro, i giornalisti costretti ad obbedire o a venire insultati, la polizia che spara, i giudici ridotti allo stato di fedeli osservatori anche se di recente qualcuno ha avuto il coraggio di alzare la testa.Il “disegno” meloniano è pressoché identico. Premierato, preminenza del Governo su tutti gli altri poteri dello Stato e, dulcis in fondo, un nuovo sistema elettorale che sa tanto di pieni poteri.Quei “pieni poteri” che hanno gettato sulla strada i due Mattei della nostra politica: prima Renzi e, a seguire, Salvini. Un proverbio ricorda che… non c’è due senza tre. Ma questa per ora resta una speranza. Meloni invece avanza una speranza inversa: Assestare un duro colpo all’autonomia della magistratura con la vittoria nel referendum e, attraverso la “truffa” della legge elettorale, impadronirsi di nuovo di tutto il Parlamento e, forte dei numeri, controllare la Corte Costituzionale, i… tre CSM previsti dalla riforma e infine la Presidenza della Repubblica.Ci riuscirà? C’è un precedente: Il Porcellum ideato nel 2005 da Calderoli! Anche allora i fini “legulei” si radunarono segretamente in una baita di montagna.

Oggi Donzelli ha riunito i suoi “sartini” nel “laboratorio” di via della Scrofa per un progetto “cucito” su misura con l’obiettivo di dare a Giorgia Meloni i pieni poteri che nel 2029 le consentano di andare al Quirinale e, da lì. nominare un Presidente del Consiglio “fantoccio”… uso obbedir e obbedir tacendo.Questo è il disegno della “figlia del popolo”: impedire al “popolo” di decidere sul suo futuro.

PdA

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