A MELONI MEDAGLIA D’ORO NEL PATTINAGGIO SU GHIACCIO

Se fosse stata una disciplina praticata anche in politica, nessuno avrebbe potuto togliere a Giorgia Meloni la medaglia d’oro nel pattinaggio su ghiaccio.

Bacino basso, ben piantata con cosce e gambe forti su sottili lame di ferro, la Premier non avrebbe sfigurato neppure a Cortina dove ci avrebbe sicuramente regalato una scintillante medaglia d’oro. Era in Belgio per l’incontro informale dei leader dell’UE quando il cancelliere tedesco l’ha informata – perché sicuramente glielo ha anticipato – della posizione tedesca che il giorno dopo avrebbe illustrato nel vertice di Monaco e la Premier con un volteggio a piedi uniti ha “sparato” ai giornalisti il varo di un turbo con la Germania ben sapendo che la notizia sarebbe durata non più di un giorno ed è volata ad Addis Abeba con la scusa di rilanciare, con il Piano Mattei per l’Africa. Il ruolo ponte dell’Italia con gli USA. Importante era non essere presente alle critiche di Merz contro gli Usa.

E lontana dall’Italia è stato più facile annunciare la decisione, già presa in cuor suo, di partecipare al Board of peace di Donald Trump. La nostra Costituzione non lo permette? Pazienza, ha pensato la Premier! E’ antifascista? Non ci riguarda: Non è stata scritta con il nostro contributo. Il giuramento al Quirinale? Una formalità per andare a Palazzo Chigi! Quante cose, in barba alla Carta, il Governo ha potuto attuare nonostante quel “cane da guardia” di Mattarella. Alla Camera e al Senato abbiamo una maggioranza bulgara. Basta trovare il modo di aggirarla. E gli Sherpa di Giorgia hanno escogitato una “scappatoia” : partecipare al Board come “osservatori”. Detto fatto!

Questo Organismo è stato inventato da Trump come schiaffo all’ONU, per la ricostruzione di Gaza rasa al suolo da Israele con le armi americane. Bene. Ma che c’entra l’Italia? Che cosa ha fatto il nostro Governo per la pace nelle terre occupate da Netanyahu dopo il massacro del 7 ottobre. Abbiamo riconosciuto lo Stato di Palestina? 157 dei 197 membri delle Nazioni Unite lo hanno fatto: In Asia, Africa, America Latina. E di recente hanno aderito Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Malta, Monaco, Slovenia, Irlanda Spagna, Norvegia. E l’Italia? Lo farà. Quando? Dipende. Come la Germania rinviamo ad una soluzione negoziata a due Stati. Per ora ci siamo limitati ad assistere, da “osservatori”, al blocco navale israeliano contro la Global Flotilla che ha tentato di portare aiuti umanitari ma è stata intercettata in acque internazionali dalla marina israeliana. Eppure, come ha detto a suo tempo Trump, Giorgia “non vedeva l’ora di parteciparvi”. E così è stato. Peccato che non vi abbia aderito alcun paese europeo, tranne l’Ungheria di Orban, e che la Premier “osserverà” come compagni di viaggio esponenti di Paesi che non sono proprio il “l’elite” del mondo: Dall’Azerbaigian al Bahrein, alla Bielorussia, al Kazalistan, all’Uzbekistan e ad un’altra ventina, presso a poco dello stesso livello. Con una particolarità: Sarà presieduto a vita da Donald Trump, che è per la Meloni ciò che conta. Si direbbe un’attrazione fatale!

PdA

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