Il guaio del PD è che ci sono le Picierno. Attenzione: non è un discorso maschilista perché potrei dire che ci sono anche i Guerini, i Gori, i Fassino, e non mancano i Ceccanti, i Barbera, i Salvi che sembra non capiscano che il referendum di marzo non riguarda la giustizia ma è l’occasione “ghiotta” per azzoppare Giorgia Meloni ad un anno dalle elezioni.
Ma torniamo a Pina Picierno, evidentemente orfana di quell’Enrico Letta che nel 2022 affrontò in solitudine, alla garibaldina, le politiche sottovalutando la forza della Ducetta e della coalizione di destra che, pur di vincerle, nelle alleanze non andò per il sottile. Al contrario dei “distinguo” e dei sofismi delle opposizioni.
E la Premier – lo tenga presente la minoranza Dem – le stravinse con maggioranze bulgare sia alla Camera che al Senato che per tutta la legislatura le hanno consentito di fare il buono e cattivo tempo relegando le opposizioni al ruolo di semplici comparse.La domanda è se, minoranza esigua nel PD, vogliono bissare l’esperienza di Enrico Letta con il rischio di mandare al Colle, per esempio, un Ignazio Benito La Russa. In democrazia infatti contano solo i numeri. E con i numeri elettorali del PD di Enrico Letta la Destra si è presa Palazzo Chigi, la presidenza di tutte e due le Camere, ha messo le mani sulla Rai, ha mandato in soffitta la cultura e sta facendo a pezzi la Costituzione.
Io non amo Elly Schlein e Matteo Renzi ma credo che siano i soli, o quasi, ad aver capito che se si vogliono vincere le elezioni del prossimo anno gli oppositori della Meloni debbono stare tutti insieme, senza se e senza ma. IL resto è “masturbazione” politica!Quanto poi a Prodi, come dimenticare che il fondatore dell’Ulivo, pur di non riconoscere che l’uscita di Bertinotti dalla coalizione la modificava, come invece chiedeva Cossiga, aprì la strada ai governi D’Alema e Amato per spalancarla poi ai 5 anni di Silvio Berlusconi. Sarebbe bastato un po’ di cinismo e di sano realismo politico. De Gasperi, per liberarsi di Togliatti alla Giustizia, lo imbarcò nel governo per poi tornare alle elezioni e vincerle. Questa è la politica!E Veltroni non è stato da meno con la “fissa” sul modello americano del Partito Democratico, con un’operazione decisa al vertice ma estranea alla base, come si vede anche oggi.Per realizzarlo commise l’ingenuità di chiedere ai piccoli partiti di sciogliersi per confluire nella nuovo forza politica che si apprestava a costruire. Chiese loro, insomma, di segare i rami sui quali si erano appollaiati. Una ingenuità che lo ha portato ad essere sconfitto e a lasciare la politica.Non se ne fece niente e Prodi, di nuovo per due anni a Palazzo Chigi, purtroppo se ne tornò a casa. I piccoli partiti non sono scomparsi e il PD è alle prese con i “distinguo” delle Picierno che cerca di capire se “ci sono ancora le condizioni” per stare insieme. Altrimenti scissione, come Vannacci docet.Avanti così e… auguri!
PdA