Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario “di fiducia” alla presidenza del consiglio di Giorgia Meloni, ha definito Matteo Salvini un bimbominkia. Io dico solo che non è uno statista. E lo conferma l’impuntatura sui fondi per “suo” Ponte che – per ora inutilizzati e non si sa per quanto tempo ancora – non dovrebbero essere momentaneamente girati per far fronte al disastro di Niscemi. Ci sarà sicuramente un aiuto europeo, Raffaele Fitto ricorda il fondo di solidarietà della UE, ci saranno i soldi per la coesione. E’ chiaro però che il grosso dei costi sarà a carico dello Stato. Ma il segretario della Lega – uso parlare di “buon senso” in ogni occasione pubblica – da questo orecchio non ci sente e, come un bambino capriccioso, dice che il “pallone” è suo e se lo tiene ben stretto tra le braccia. Che poi sia sgonfio e l’arbitro non consenta di giocarci, come i rilievi della Corte dei Conti sulla costruzione del Ponte, non importa.
L’opera faraonica non si tocca e dovrà portare il suo nome, a futura memoria. Un po’ come la stele di Mussolini al Foro Italico. E questi è uno statista? Ma via…
E la “trovata” di sradicare la Lega dal Nord per farne una forza politica nazionale ne è una ulteriore prova, facendo precipitare il partito al rischio di sopravvivenza elettorale, con il risultato di dover “imbarcare” quel generale Vannacci che ora minaccia di lasciarlo con una mano davanti e l’altra di dietro.Un problema? Affatto. Secondo Salvini si risolverà tutto con un “chiariremo”. Ma intanto “Quello” – vicesegretario solo per volere di Bimbominkia -, ha già fatto uscire il simbolo del nuovo partito e tiene in agitazione gli Zaia, i Fontana, i Fedriga. I soli a tenere elettoralmente in piedi la Lega.
Del resto, la differenza tra uno statista ed uno che non lo è, sta anche nel capire le conseguenze delle proprie decisioni. Vogliamo ricordarlo con la maglietta raffigurante Putin sulla piazza rossa di Mosca? Oppure per ’infelice battuta sul cedere due Mattarella con mezzo Putin o, ancora, i “pieni poteri” del Papeete che lo lasciarono con il sedere per terra senza ministero e senza governo? Ma qui le responsabilità di chi lo tiene ancora a galla vanno equamente divise tra la Premier e i partiti della coalizione di Destra. Nel senso di “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…”. Alla faccia di una maggioranza compatta e coesa”
PdA