Circola sui social una vignetta della nostra Presidente del Consiglio sorridente – ed è una novità vista quasi sempre corrucciata o sbraitante – che coniuga il suo passato di frequentatrice di Colle Oppio con la sua attuale felice condizione di collaboratrice domestica del Tycoon.
Appare stretta – ed anche questa è una novità essendo cicciottella – in un elegante vestitino nero di servizio, con un grembiulino bianco, una graziosa crestina sulla testa e un vassoio con ciambelle a stelle e strisce. L’accompagna la didascalia: “E’ partita camerata, è tornata cameriera”. Irrispettosa? Non direi. Piuttosto la fotografia della Ducetta che, in onore alla sua “storia” politica, da un anno si muove passivamente sulle orme di Donald Trump.
In un anno dalla elezione alla presidenza degli Stati Uniti, non l’abbiamo mai sentita levare una parola men che accondiscendente verso il Tycoon. E quando non ne ha potuto fare a meno si è inventata l’aggettivo “pragmatico” o si è auto ritagliata un ruolo che nessuno in Europa ha pensato di darle: quello di… “pontiera”. E’ avvenuto con i dazi, quando addirittura Salvini li definiva una “opportunità”, e in tutte le occasioni dove invece serviva assumere una posizione ben definita. Mai, per esempio, una riunione con i Volenterosi e, quando non ne poteva fare a meno, partecipazione da remoto. Mai una parola contro Israele. Mai una critica al progetto di Trump di fare di Gaza una città del lusso e del divertimento. Sulle macerie delle bombe di Netanyahu e sui cadaveri che non si riuscirà a disseppellire.Ci sono voluti due carabinieri italiani, in Cisgiordania, costretti ad inginocchiarsi sotto la minaccia un mitra per sentire una parola di condanna da parte del nostro Governo.Ma anche qui, per non “urtare” il “Matto” della Casa Bianca, due pesi e due misure: Dalla Svizzera, giustamente, il ritiro del nostro ambasciatore per l’inchiesta sulla strage di Crans Montana che non convince. Nessun ritiro, invece, del nostro ambasciatore da Israele ma solo “passi diplomatici”.Evidentemente un fil rouge “politico” unisce Giorgia non solo a Trump, ma anche a Netanyahu. Solo così si spiega il silenzio “assordante”, suo e del suo Governo, nei giorni del tentativo della Flotilla di portare aiuti umanitari ai palestinesi e, ancora più grave, il rinvio a “tempi migliori” del riconoscimento dello Stato di Palestina.Dovunque si è dovuto decidere, o assumere una posizione chiara, Meloni, fino ad oggi, “si è sempre data”. Uno sport nel quale è maestra: nel mondo e in Patria dove si contano sulle dita di una mano le sue presenze nelle aule parlamentari. Alla faccia delle Opposizioni che continuano a reclamarne la presenza e una presa di distanza da quando sta avvenendo negli Usa dove una “Gestapo” trumpiana dà la caccia agli immigrati, li sradica dalle loro case utilizzando addirittura i bambini ed ha ammazzato – finora – due americani che protestavano, cercando di farli passare per terroristi.E proprio sulla possibile presenza della famigerata ICE in Italia si sta scatenando una polemica per la quale non è chiaro il ruolo del nostro Governo. Sembra che questi “poliziotti” scorteranno la delegazione Usa ai giochi di Milano Cortina. E’ vero? Hanno chiesto la necessaria autorizzazione allo Stato italiano? Il Presidente della regione Lombardia lo conferma, il ministro Piantedosi minimizza, il sindaco di Milano è spaventato. Sta avvenendo un po’ quello che accadde lo scorso anno per il caso Almasri. Che farà la “Cameriera” di Trump? Lo asseconderà ancora o ne prenderà de distanze? E in questo caso si licenzierà o… sarà licenziata? Pure con un aumento dei dazi?
PdA