MELONI: UNA SOLA NOTIZIA: IL 22 E 23 MARZO REFERENDUM, FORSE

Dalla mega festa di Atreju al Circo Massimo, alla “concessione” di una conferenza stampa nella moderna sala dei gruppi parlamentari a Montecitorio.

Giorgia Meloni, dopo un anno, decide di “consegnarsi” per oltre tre ore alle domande dei giornalisti “mai amati”, come ebbe a dire in un fuori onda alla Casa Bianca con Trump. Ma lo status di Premier richiede anche di questi sacrifici e la Ducetta, dietro le bandiere italiana ed europea, ottiene di sostituire i classici bouquet di fiori con quattro composizioni verticali, ognuna con i colori del tricolore: Due di dietro e due ai piedi del palco che tanto ricordano la vecchia fiamma del MSI.Non solo, ben truccata da chi fa questo di mestiere, capelli biondi al vento, sostituisce l’anello restituito al compagno con una “creazione” che ricorda molto i gioielli del Faraone e che le permette di “martorizzare” l’anulare della mano destra per vincere eventuali momenti di tensione che – secondo le previsioni – non ci sono stati, se si esclude una domanda un po’ troppo lunga del giornalista del Corriere che le contrapponeva dati inoppugnabili rispetto alla sua narrazione “buonista” infarcita di “dopo di che”…Ma per Meloni, nessun problema: Questa volta la Premier appare padrona della scena, anche perché a “confortarla” ci sono in sala il sottosegretario Alfredo Mantovano, il capo ufficio stampa e la moglie del suo capo scorta, la mitica Patrizia Scurti, oggi senza la busta delle scarpe di ricambio… Ed i contenuti della conferenza stampa? Tutto un già visto anche perché le domande apparivano…, “telefonate” o scontate.Una prova.

Contrariamente ai suoi predecessori, non si è vista quasi mai Meloni prendere appunti ma ascoltare a braccia conserte oppure toccarsi il viso o, come si è detto, rifugiarsi sull’anello “egizio? che le circondava l’anulare.Francamente, di queste tre ore, ne avremmo potuto fare anche a meno: domande pressoché scontate da parte di chi non vive sulla luna e mai una replica: Solo una volta, forse perché impreparata, la Premier si è inalberata alla domanda di una giornalista di Domani rinfacciando al suo quotidiano di aver montato un caso sulla villa accatastata solo a livello 7 e non 8.Poco cosa. Piuttosto, una riflessione.

Vedendo oltre 40 giornalisti alzarsi e fare domanda, senza la possibilità di replica, con una postura curva in avanti a mo’ dei personaggi di Paolo Villaggio o di qualche noto ex mezzo busto televisivo, mi sono ricordato di quando autorevoli colleghi ci suggerivano di affrontare l’intervistato a schiena dritta guardandolo negli occhi, senza ammiccamenti di comodo, e alla prima domanda farne seguire una seconda ed eventualmente una terza fino ad ottenere la risposta. E nascevano giornalisti di grido che ai politici davano rispettosamente del lei ma non mollavano l’osso.Assistendo alla conferenza stampa di oggi, si capisce dove sia finita la categoria ma anche i politici!

PdA

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