CERTI MAGISTRATI FANNO DI TUTTO PER PERDERE IL REFERENDUM

Giustamente si parla di referendum “punitivo” sui magistrati e non di referendum sulla giustizia. Una riforma che con le lungaggini dei processi, il vero problema dei cittadini, non ha nulla a che vedere. Quindi, dovrebbe essere tutto in discesa perché la gente si attendeva ben altro. Eppure, ad oggi, la consultazione di primavera non sembra messa bene. Anche per colpa di “certi” magistrati che fanno di tutto per alienarsi il consenso dei futuri elettori.Prendiamo il caso di Michele Emiliano che ha passato più anni a fare il politico che il giudice. Ebbene, da ventidue anni fuori ruolo per essere stato prima sindaco di Bari e per due mandati presidente della Regione Puglia, ora vorrebbe tornare ad indossare la toga.Per carità, tutto legittimo. Lo prevede la legge. Ma esiste un criterio di opportunità che gli dovrebbe consigliare dal soprassedere. Anche perché “in odore” di assessorato nella futura Giunta Decaro e in corsa, tra meno di due anni, per uno scranno parlamentare.Buon senso vorrebbe che attendesse. E invece l’ “ingombrante” magistrato sembra non voglia stare senza una “poltrona” su cui sedersi. Capisco che in questi lunghi anni si sia abituato alle “comodità” delle cariche ricoperte: Bei palazzi, auto blu, segreterie, scorta e la “batteria” che lo poteva mettere in contatto con il mondo intero, dal Colle a Palazzo Chigi e, all’occorrenza, anche… con il Papa. Ma “stat modus in rebus”!La gente della strada, che voterà tra pochi mesi sui magistrati, come percepirà questa “famelica” voglia di potere? Voterà si o no ad una riforma che vuole “punire” le toghe?Ai tempi di Tangentopoli erano tutti per loro. Ed anche allora…

Da quegli anni, errori ne sono stati fatti. Ed anche di grande impatto emotivo. Basti ricordare, per tutti, il caso Palamara e la vicenda della famiglia Mastella con la moglie condannata agli arresti domiciliari ed il ministro della Giustizia costretto a dimettersi per buon senso ed anche su input di Giorgio Napolitano, allora Presidente della Repubblica.Il tutto si risolse con un’assoluzione piena dopo oltre nove anni di calvario. I giudici avevano sbagliato!Bene, quella decisione ha fatto cadere un governo e la maggioranza che lo sosteneva, ha portato a nuove elezioni con Berlusconi a Palazzo Chigi, ha “chiuso” un partito con sessanta dipendenti sulla strada, ha cambiato la storia del Paese.Come volete che voteranno sui giudici coloro che hanno visto la loro vita stravolta e quelle migliaia di elettori che invece hanno eletto Pellegrino Mastella in Campania? Ed oggi, ad adiuvandum, ci si mette pure Michele Emiliano che a 66 anni vorrebbe tornare ad indossare la toga con gli stessi scatti dei colleghi, pur avendo fatto in ventidue anni il politico e non il magistrato.E a marzo voteremo sui giudici. Speriamo ci pensi il CSM…

PdA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *