“Piante americane (e non solo) nella Roma Imperiale”di Elio Cadelo

Piante Americane (e non solo) nella Roma Imperiale – I viaggi transoceanici dei Romani (All Around, pag. 320, € 18,00) di Elio Cadelo è un libro che parla di esplorazioni, viaggi via mare, scoperte geografiche, commerci intercontinentali e della rivoluzione agricola che ne derivò e permise ai Romani di creare la più ampia biodiversità del Mediterraneo trasformando l’Italia in una sorta di giardino d’Eden.

Un approccio nuovo che apre una finestra inconsueta sulla storia romana che consente al lettore di addentrarsi in aspetti inattesi e poco noti della cultura del mondo latino dischiudendo una prospettiva lontana dagli stereotipi inventati dal cinema hollywoodiano e da certa letteratura popolare.Ripercorrendo numerose rotte oceaniche, non solo dei Romani ma della gran parte delle antiche civiltà, si scopre che i commerci avvenivano, già millenni or sono, attraverso gli oceani coprendo lunghissime distanze. La conclusione è, per molti versi, entusiasmante perché l’autore ricostruisce una geografia economica del mondo classico del tutto inattesa: i mercanti romani, a bordo delle loro navi – che trasportavano spezie, metalli preziosi e ogni sorta di mercanzia – raggiunsero tutti i continenti del globo ed entrarono in contatto con gran parte delle civiltà del loro tempo.

Fu grazie alla sua “economia aperta” che Roma assimilò da ogni dove conoscenze filosofiche, scientifiche e tecnologiche che furono rielaborate ponendo così le basi della sua affermazione.L’economia della Roma imperiale era fondata sul libero mercato e sulla concorrenza. Sotto molti aspetti fu la prima, e forse l’unica, economia “liberista e quasi-capitalista” del mondo antico, dove lo Stato aveva un ruolo centrale limitatamente all’amministrazione e all’organizzazione dei servizi, tanto che oggi si può affermare con certezza che la costruzione dei circa 80mila chilometri di strade e delle centinaia di porti fu portata a termine per facilitare non lo spostamento delle legioni ma lo sviluppo del commercio che fu decisivo per la sua affermazione.

La ricerca documenta, per la prima volta, che piante originarie del continente americano come mais, ananas, peperone, zucca, girasole e molte altre, erano già presenti nel mondo romano cosa che è ampiamente comprovata non solo da un gran numero di autori classici come Teofrasto, Plinio, Columella e altri, ma anche da affreschi, mosaici, bassorilievi e statue esposte nei musei di tutta Europa che raffigurano frutti e verdure provenienti da oltreoceano.I Romani, secondo Elio Cadelo, furono soprattutto un popolo di navigatori, esploratori e commercianti che fondarono la più complessa e articolata civiltà del mondo antico impiegando le loro conoscenze geografiche, tecniche e scientifiche cui erano giunti.

Piante Americane (e non solo) nella Roma Imperiale prende in esame oltre un centinaio di piante – non solo alimentari ma anche medicinali e allucinogene – che, in epoca romana, hanno attraversato gli oceani passando da un continente all’altro. Seguendo le tracce dei loro spostamenti, l’autore ricostruisce le antiche rotte lungo le quali furono trasportate non solo merci, ma anche cultura e sapere scientifico. Questo percorso inedito introduce il lettore in aspetti inattesi e poco noti della storia e della cultura del mondo latino dove la navigazione e il commercio marittimo furono il fulcro dello sviluppo economico e tecnologico.

Ma nel saggio di Cadelo c’è di più: molto tempo prima del viaggio di Cristoforo Colombo, molte piante di origine mediterranea tra le quali la ninfea, lo stramonio erano state diffuse in America come confermato dall’archeologia e dall’iconografia Maya, confermando che, in epoca storica, tra i due continenti ci furono contatti niente affatto occasionali.

Questa seconda edizione si arricchisce di nuovi capitoli riguardanti le esplorazioni, terrestri e marittime, compiute dai Romani nei diversi continenti: in particolare in Africa dove, per volere di Nerone, legionari romani giunsero in Uganda fino alle sorgenti del Nilo, mentre, sul versante atlantico, visitarono l’attuale Guinea e Congo e circumnavigarono l’Africa; per volere di Tiberio furono esplorati i Paesi Scandinavi, le Repubbliche Baltiche e parti dell’attuale Russia. Ottaviano Augusto, invece, incrementò i commerci e favorì le esplorazioni verso l’Asia contribuendo alla fondazione di porti dall’India al Vietnam.Alla stesura di Piante Americane (e non solo) nella Roma Imperiale – I commerci transoceanici dei Romani hanno collaborato botanici, ornitologi, storici della civiltà romana, archeologi, personalità e istituzioni del mondo scientifico, in particolare ricercatori del CNR e dell’ENEA che hanno seguito la ricerca che ha avuto tra le fonti principali pubblicazioni recenti di numerose università, soprattutto statunitensi.

Elio Cadelo, Piante Americane (e non solo) nella Roma Imperiale – I viaggi transoceanici dei Romani, IIa edizione ampliata e aggiornata, (Edizioni All Around, p. 320, € 18,00)

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