“In tre anni abbiamo ricostruito l’Immagine dell’Italia”. Senza pudore direbbero i critici, “storico” invece per i sostenitori ideologici e “beoti” della Premier che lascia il fortino di Palazzo Chigi per buttarsi tra la “sua” gente che affolla le piazze di tre importanti Regioni dove a fine novembre si voterà e dove la sua presenza è importante per puntellare, soprattutto in Campania e Puglia, la fragilità dei candidati della coalizione di Destra.
I toni – ma ci siamo abituati – non sono quelli soft di un Presidente del Consiglio che con ordine snocciola i risultati in questa prima parte di legislatura. No. La Ducetta sembra essere tornata al mercato della Garbatella per sostenere la freschezza della frutta, che fresca non è, o delle zucchine che, se non si vendono entro mezzogiorno, marciscono. E la platea l’ascolta entusiasta sperando di rivedere in lei “l’Incantatore di serpenti” di una volta. La stessa grinta e le gambotte, un po’ forti, aperte e poggiate saldamente per terra. Come lui! Non riesce invece a mettere le mani sui fianchi ma apre le braccia, a mo’ di Madonna, e fa una previsione che in primavera potrebbe costarle cara: “La Meloni, solo il popolo può mandarla a casa”. Bene. Ma quello che voterà al referendum sulla giustizia non è popolo? E se dovesse perdere, non sarebbe il popolo a mandarla a casa? Diciamo che l’è sfuggita!
Non le sono invece sfuggite, ma Giorgia ha evitato di ricordarle, le tante figure di tolla inflitte alla…Nazione: dal naufragio di Cutro, con 94 morti, una quarantina di dispersi e appena 54 sopravvissuti, alla vicenda Almasri che abbiamo liberato con un volo di Stato, ai silenzi sui massacri di Nethaniau, all’indifferenza nei confronti della Flotilla fermata in acque internazionali e all’arresto dell’equipaggio, ai centri in Albania.E cosa dire di una manovra economica di fatto vuota, “piegata” cinicamente ad esigenze elettorali? “Magra”, oggi, per rientrare in anticipo sulla procedura d’infrazione per deficit eccessivo in modo da largheggiare in vista delle politiche del 2027: per ora arrangiatevi – sembra essere il non detto – perché il prossimo anno vi farò godere e mi serviranno i vostri voti.
Ma intanto vi “beccate” le disuguaglianze, la pressione fiscale al 43%, le liste di attesa sulla sanità, l’aumento della criminalità, la telenovela sul Ponte di Salvini, la coalizione di Destra divisa su tutto e unita solo nei voti parlamentari. Come, ai tempi di Berlusconi per Rudy, nipote di Mubarak.
Meloni è tutto questo. Come dice il Gran Ciambellano Bruno Vespa, la sua forza sta nel non aver mai cambiato idea. E infatti, pur non avendolo conosciuto perché troppo giovane, è affascinata dai modi spicci con cui per un Ventennio il suo “Ispiratore” si è messo l’Italia in tasca. Ed è l’aspirazione della Ducetta! Con queste Opposizioni il rischio c’è. A Palazzo Chigi o al Quirinale.
PdA