MELONI CONTINUA A RACCONTARCI BUGIE

Sono tre anni che assistiamo a racconti “buonisti” che cozzano con la realtà di un Paese dove invece sei milioni di italiani hanno smesso di curarsi ed altri sei sono in povertà assoluta.

E a proposito di bugie, ultima la figuraccia mondiale del torturatore libico Almasri che avevamo arrestato, ma poi rimandato libero a casa con un volo di Stato, preferendo non trattenerlo né nelle nostre carceri e neppure… in uno dei due centri costruiti in Albania che, non si sa quando, ma “fun-zio-ne-ran-no”, come due anni fa ci aveva annunciato Giorgia Meloni. Tanto, ci assicurarono da Palazzo Chigi, a fare il lavoro “sporco”, ci avrebbero pensato le autorità libiche. E così è stato.

Sorvoliamo sul Ponte sullo Stretto che il governo ha messo per ora in stand by, quando qualcuno ha avvisato Meloni e Salvini dei rischi di risponderne in proprio.Cerchiamo invece di capire perché la Finanziaria quest’anno è così micragnosa: appena 18 miliardi di euro contro i 24 saliti a 28 con i decreti attuativi dello scorso anno e i 35 del 2022. Anche se allora la Premier se la trovò già impostata da Draghi. La tesi ufficiale è che con una manovra sotto il 3% del Pil usciamo con un anno d’anticipo dalla parte di un procedura d’infrazione per deficit eccessivo comminataci dall’Europa.

L’avremmo potuto fare anche nel 2026 ma Meloni – e vedremo perché – ha preferito non rinviare questa cura da cavallo, riservandosi una manovra più espansiva con i botti e i fuochi d’artificio per il prossimo anno quando nel 2027 ci saranno le politiche. E allora, senza più alcun vincolo, prebende a tutti e conti allo sbando: Ci sarà da vincere le elezioni. Quindi, i sacrifici di oggi (che paghiamo noi) per la campagna elettorale di domani che la sora Giorgia vorrebbe tornare a vincere.

Eppure i dati dell’Istat, della Corte dei Conti, dell’ Ufficio parlamentare di bilancio, sono impietosi e sono peggiorati rispetto allo scorso anno: Nel 2023 le persone che avevano smesso di curarsi erano 4,5 milioni. Oggi sono salite a 5,8. E quello che colpisce è che la Sanità è il settore con i maggiori tagli: 98 milioni seguiti dagli 81 degli Interni.E sì che Meloni aveva promesso meno tasse e più sicurezza ma la pressione fiscale sfiora il 43% , i dati della criminalità sono impressionanti e bollette, mutui e costo della vita sono più cari. In definitiva aumentano i poveri e crescono i reati. Ma questo alla Presidente del Consiglio, soprattutto leader di partito, interessa poco. Non sono problemi di chi la sera, se non è in giro per il mondo, torna a Mostacciano in un villone di 18 stanze e piscina. La sua narrazione “bugiarda” ci racconta di un Paese che ha ricominciato a crescere quando invece l’Italia nell’ultimo trimestre è cresciuta di…zero! E la situazione parlamentare sta diventando sempre più critica con Camera e Senato ridotti a “votifici” e progressivamente esautorati: si lavora dal martedì pomeriggio al giovedì mattina con una settimana… cortissima, quasi esclusivamente su provvedimenti governativi. In tre anni sono state approvate 257 leggi di cui 96 per conversione di decreti legge e 94 del Governo. All’iniziativa parlamentare ne restano… 67. Lentamente, quasi in silenzio, ci si sta avviando verso un premierato “di fatto” con una donna sola al comando, un governo sempre più forte ed un Parlamento “uso ad obbedir tacendo”, pena la non riconferma nelle liste elettorali della maggioranza.

Ultimo esempio: la “manganellata” alla magistratura con una riforma costituzionale approvata a tappe forzate in quattro letture, senza cambiare neppure una virgola. E non è chiaro, per dirla con Ignazio Benito La Russa, se “tutto sommato ne sia valsa la pena”.

PdA

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