MELONI ABITA IN UN VILLINO O IN UNA VILLA?

“…E sopratutto non sono ricattabile”! Così, tagliente, Giorgia Meloni commentava i giudizi trenchant di Silvio Berlusconi su di lei. Era da poco diventata Presidente del Consiglio ed ancora abitava in una bella casa residenziale (sembra zona eur) dove si era lotrasferita, insieme con il compagno e la figlia, dalla Garbatella. Poi però la situazione si era ingarbugliata. La neopremier si accorse che Giambruno era diventato un… farfallone e dalla sera alla mattina lo ha licenziato, cercandosi una nuova casa dove trasferirsi con la figlia. Anche per dare un taglio netto al passato. Non è chiaro se avesse già individuato l’abitazione o se la trattativa sia partita proprio in quei giorni. Ma è un fatto che Meloni da quel giorno ha cominciato a pensare in grande.

Non più una semplice casa con tutti i confort ma, nella zona residenziale di Mostacciano, un villino di 15 stanze su 350 mq per 1 milione e centomila euro. E’ in politica da quasi una ventina di anni, ha fatto il ministro e la vicepresidente della Camera, e la spesa la può agevolmente sostenere. E per giunta è anche Premier e Presidente di Fratelli d’Italia. Solo che l’appetito vien mangiando. I palazzi del potere che frequenta da tanti anni generano desideri, la Casa Bianca di Biden e Trump è un sogno, come i voli di Stato. Ed allora le 15 stanze sono un po’ poche. Serve ristrutturare il villino per ricavarne altre tre stanze, una piscina e migliorie a partire dal fotovoltaico. E così i metri quadrati diventano 433, i vani 18, i posti auto 2 (24 e 44 mq) e soprattutto Giorgia, abituata a fare ginnastica nella palestra della Garbatella, vuole una piscina. Ma, con le pretese, crescono anche i costi fino a 1 milione254mila euro, la rendita inizialmente di 3.762 euro marcia verso i 4.400 e l’immobile, essendo di lusso dovrebbe essere accatastato come A/8 mentre prima era un A/7 con agevolazioni ed un risparmio di tasse. Di fatto, l’abitazione perde la caratteristica di villino, di quando era stata acquistata, per assurgere a quella di villa di lusso. Sembra un problema di poco conto ma, in termini catastali, comporta un cambio di tassazione e di benefici non secondari: Non più quindi iva ridotta al 4%, imposta di registro fissa a 200 euro e altre agevolazioni “prima casa” come l’esenzione Imu e Tasi. Ma sono stati fatti, dopo le tante migliorie di lusso, i necessari aggiornamenti catastali o la villa di Giorgia Meloni è ancora un villino A/7? Su questo non c’è chiarezza e ci si trincera dietro il fatto di abitare con la figlia che è minorenne. Ecco quindi che tornano alla mente i giudizi di Berlusconi (supponente, prepotente, arrogante e offensiva) quando Meloni dice di aver risposto “per eccesso di zelo oltre quanto sarebbe stato effettivamente utile”. Non sono d’accordo. Sarebbe stato sufficiente – senza mostrare per ragioni di privacy alcun documento – dire che la sua villa è stata accatastata come A/8. Giorgia non è Donald e gli italiani non sono fessi. Il silenzio della Ducetta si apre a molti interrogativi e lei non è un privato cittadino che “litiga” con le tasse. Anche se un giorno si lasciò scappare che sono un “pizzo di stato”, Meloni ricordi di essere il Presidente del Consiglio e, tra un viaggio e l’altro sull’aereo di Stato, si legga qualcosa di De Gasperi o di De Nicola. uno più volte Presidente del Consiglio e l’altro Capo provvisorio dello Stato. Non proprio pizza e fichi!

PdA

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