AZRAEL DAL BIONDO CIUFFO

Beaumont sur Mer

“O viva morte, o dilettoso male,come puoi tanto in me, s’io nol consento?” F. Petrarca.

E il tempo impietoso trascina i suoi passi e non concede tregua. Inseguendo le ombre di sogni impossibili e brancolando tra i tentacoli dei problemi sociali e individuali, l’uomo, solo verso la fine, si accorge che il suo percorso sta per volgere al termine e spesso capita che non abbia neppure la possibilità di avvedersene, fulminato sul sentiero della vita dalla sorte avversa, senza aver avuto la possibilità di trovare risposte.

“L’uomo nella notte sta sul confine da cui si accede al reale profondo, il nascosto sottratto alla vita banale del quotidiano: in quel punto di confine egli è immesso in rapporto di congiunzione da vivo con lo stato di morte e da dormiente con lo stato di veglia.”Il filosofo greco Eraclito traeva origine dalla consapevolezza del mistero che circonda l’umanità, ma anche dall’impotenza di squarciare il velo della non-conoscenza. Da tale buio proviene l’angoscia esistenziale, schiacciata dalla volontà di indagare, di risolvere razionalmente gli interrogativi che opprimono gli esseri umani. La risposta da alcuni è ritenuta impossibile, altre volte una falsa soluzione è prospettata dal possesso dei beni terreni, mezzi per godersi la vita, eludendo il fine ultimo.Forse la sua storia era destinata a durare perché non era una storia d’amore. Era una storia di pioggia e di sole, di vento e di calma, d’attesa e passione, d’amicizia e condivisione, di tempo e concretizzazione, di sintonia e incomprensione, di silenzi e rumori. Non era una storia d’amore. Era una storia. Con dentro l’amore. O, forse, era amore. Con dentro una storia…

In questa depistante incertezza l’uomo va avanti e dice a posteriori di non essersi accorto di ciò che sta succedendo tutto attorno. Il suo daltonismo trasforma il sangue in acqua, le bombe in fuochi artificiali, in quella striscia di terra. I corpi emanano uno strano odore. Essenzialmente è ciò quello che emana un cadavere in decomposizione, causato da composti chimici come la putrescina e prodotti del metabolismo proteico, e non tanto al sangue in sé, sebbene anche il sangue possa avere un odore caratteristico. E’ l’odore acre dei luoghi di guerra e che piove dall’alto sulla testa di bambini in cerca di cibo. “La guerra è sempre stata la grande saggezza di tutti gli spiriti divenuti troppo interiori, troppo profondi; perfino nelle ferite c’è ancora un mezzo di guarigione. (…) Un’altra guarigione, in certe circostanze ancora più desiderata da me, sta nell’origliare gli idoli…Vi sono nel mondo più idoli che realtà: è questo il mio ‘cattivo sguardo’ per questo mondo, e questo è anche il mio ‘cattivo orecchio’!…

Battere qui una buona volta problemi con il martello udire per tutta risposta quella famosa cupa risonanza che parla dalle budella tumefatte”! F. Nietzsche

Sulla Striscia, allo spuntar del sole, lo scorrere del sangue dei fanciulli, che non riusciranno ad avere la prima barba. L’uomo venuto da lontano ha deciso il loro destino. Lo sputo di Azrael si secca sul mio viso in questo tiepido sole di novembre.

Gigino Adriano Pellegrini

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