DISCO ROSSO DELLA CORTE DEI CONTI AL PONTE DI SALVINI.

Immaginiamo che nell’ottobre del 2022 – incassato il voto del popolo “sovrano” – Meloni, Salvini e Tajani abbiano affittato un camper per girare in lungo e largo l’Italia per rendersi conto delle reali esigenze della… Nazione. Usiamo un termine di cui la Premier va “fiera”. A bordo è salito anche Lupi ma “solo” per occuparsi dei bagagli ad ogni sosta.Un viaggio, fino ad oggi di 3 anni, non sempre tranquillo. Soprattutto quando, al posto del semaforo verde, hanno incontrato il rosso che, si sa, dura pochi minuti. Eppure, apriti cielo! Difficile per i nostri patrioti rispettarlo, forti del “me ne frego” e figli del governare al di sopra le leggi. Eh sì, perché l’idea della destra è quella di “viaggiare spediti“, senza contrappesi né regole da rispettare.

Perché? Perché – rispondono per una volta sorprendentemente concordi – ci ha votato il Popolo. Un’idea in democrazia opinabile. Se poi hai racimolato il voto di appena un quarto degli aventi diritto….E’ però con la filosofia dell’ “obbedir tacendo” che la Destra ha già dato il benservito al direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, si è “liberata” del direttore delle Partecipate Marcello Sala, ha silurato l’ex Ragioniere Biagio Mazzotta, ha ricordato alla “nipotina” del … ragionier Monorchio, Daria Perrotta, che l’attuale Esecutivo ”è politico e non tecnico”. Ed ora è arrivato, nel giorno in cui al Senato si approva definitivamente la riforma Nordio , lo stop della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto di Messina che un governo “politico”, votato alle mani libere, non può accettare.

Come prevedibile, le reazioni indignate non si sono fatte attendere anche se non si conoscono ancora le motivazioni. La Ducetta ha parlato di “ennesima invasione di campo dei giudici”, questa volta contabili, e Salvini si è abbandonato ad un “andremo avanti” perché, dice, “la casta giudiziaria non ci fermerà”.Praticamente – è la tesi della Destra – chi guida il convoglio non deve essere disturbato. Come nei tram del dopoguerra dove c’era una targhetta con l’invito a “non parlare al conducente”. Se poi si sbaglia, silenzio! Ricordate il “fun-zio-ne-ranno” di Giorgia Meloni, urlato e scandito, sui centri di accoglienza per i migranti costruiti in Albania e che si sono rivelati un flop ed enorme spreco di soldi pubblici? In un anno a Gjader, trasformato in CPR per mancanza di…ospiti, vi sono transitati solo 220 persone contro le tremila previste, ed attualmente vi risiedono appena 25 immigrati, mentre l’hotspot di Shengen per i richiedenti asilo è abbandonato.Sarebbero dovuti essere il fiore all’occhiello di Giorgia Meloni, una soluzione che tutto il mondo ci avrebbe invidiato. E invece, contrariamente alle promesse della Premier, la sua ossessione per contrastare l’immigrazione illegale si è trasformata in un colossale fallimento che il Governo prova ad occultare negando qualsiasi informazione. Della serie, meno se ne parla…

PdA

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