QUANDO MELONI SI “CONCEDE” AI GIORNALISTI…AMICI

Sono passati diversi giorni dall’intervista di Giorgia Meloni al Sole24 Ore e continuano le polemiche. Ma è difficile dire, dall’esterno, se siano giustificate o meno. Soprattutto se non si conoscono le dinamiche interne di tale scelta. Certo è singolare leggere un colloquio di soli “punti interrogativi” e senza alcuna osservazione critica su di una materia “principe” per il “Sole”: l’economia!

E gli interrogativi sorgono anche perché l’intervista è avvenuta proprio nel giorno del varo della Finanziaria. Possibile, a partire dal Direttore, che il Quotidiano non avesse la possibilità di affidarla a qualche autorevole firma interna, specializzata in una materia che richiede competenza e preparazione specifica?

Si conosce, del resto, l’avversione della Premier per gli “incontri ravvicinati” con la stampa, la sua fuga dalle domande, l’antipatia” per l’informazione “non amica” sfuggitale addirittura in una recente conferenza stampa di Trump alla Casa Bianca. Il ministro Giorgetti ha parlato di “miracolo” della quadra trovata nella maggioranza. Condivide? E ancora: Come si sono messi d’accordo Salvini e Tajani sul contributo delle banche? Oppure: Il nodo delle pensioni resta. Lo affronterete? E: L’economia sommersa cresce. Come combatterla?

Sono, ad esemplificazione, alcune delle 12 “difficili” domande cui la Premier ha dovuto rispondere e, francamente, qualche dubbio sulla “rivolta” della redazione non sembra campato in aria. E’ vero che proprio in questi giorni il Governo di destradestra, tra scongiuri e autoelogi, è entrato tra quelli più longevi della storia repubblicana: Il terzo dopo il 2° e il 4° Berlusconi. Ma ci si chiede se sia giusto misurare un esecutivo sulla sua durata più che sui risultati. Come dire: Meloni meglio di De Gasperi? Un governo può durare solo pochi mesi o anche un annetto e fare molto. Oppure reggere per un triennio, come nel caso della Meloni, non facendo nulla o quasi.Per restare alla manovra economica, peraltro ancora in cantiere e oggetto dell’intervista… incriminata, questa non ha alcun respiro, con un governo immobile perché non ci sono i soldi e pure per le spaccature all’interno della maggioranza di cui, però, non si fa cenno. Molti paragonano lo sforzo di Giorgetti a quello del governo tecnico di Mario Monti del 2012. Di contra, la situazione sociale è esplosiva ma Meloni non fa nulla per affrontarla o si affida a giochi di prestigio: abbassa per esempio le accise sulla benzina ma aumenta quelle sul gasolio che è il più consumato. E se ne rende talmente conto che, dopo le prime due battute di circostanza, lascia la conferenza stampa al povero Giorgetti che si arrampica sugli specchi.Ma così facendo arriva ugualmente, con un’intervista “amica”, alla gente e dura… tre anni. Per…ora!

PdA

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