Dare della cortigiana a Giorgia Meloni è stato sbagliato ed offensivo e Landini avrebbe fatto bene a riconoscerlo ed a chiedere pubblicamente scusa. Un leader è tale quando sa riconoscere i propri errori.
C’è da dire che altri, prima di lui, si erano presi delle libertà sulla ragazzotta della Garbatella. Come Biden con il bacio paterno sulla fronte e il “bellissima” Di Trump, per non ricordare alcune “uscite” di Berlusconi che appena ventinovenne, la nominò ministro. Evitiamo però di essere ipocriti perché credo che nessuno pensi che il segretario della CGIL volesse definire la Premier una prostituta come lei si è affrettata a “postare”, ma sottolineare che la Meloni agisce solo nel solco di Trump. Del resto, verrebbe da dire “da quale pulpito…”. Sessismo e maschilismo da sempre sono nel dna della Destra: Dal ventennio fascista fino ai tempi nostri: Come non ricordare la “patata bollente” affibbiata da quel “gentiluomo” di Vittorio Feltri all’ex sindaca di Roma Virginia Raggi il 10 febbraio 2017 sulla prima pagina di Libero!
Piuttosto c’è da chiedersi se la Premier, molto brava nella comunicazione, non abbia voluto prendere con una fava due piccioni: assestare un duro colpo all’ “avversario” Maurizio Landini e cogliere l’occasione per distogliere l’attenzione degli italiani dalla manovra economica più “magra” di questi ultimi tempi.
Quello di quest’anno è infatti il primo bilancio attribuibile a questo Governo che negli anni precedenti aveva potuto sempre “giovarsi” di lavori preparatori precedenti: il primo impostato prevalentemente da Mario Draghi ed anche il secondo in qualche modo collegato a quelle scelte economiche.
Oggi è diverso. Ci sta lavorando con grande attenzione il ministro Giorgetti con i soldi che però non ci sono. Ci sono invece i dazi dell’ “amico” Donald e ci sono le spese cui l’Europa, e quindi anche l’Italia, sono costrette per il riarmo dovuto al disimpegno americano. E manca soprattutto, come sostengono non solo gli imprenditori, una qualsiasi idea di sviluppo del Paese.
E, più grave, ci sono crepe preoccupanti nella maggioranza: in particolare fra Lega e Forza Italia, con Tajani contrario a tassare gli extraprofitti di banche e assicurazioni e la Ducetta costretta a prendere il telefono per “ordinare” al presidente dell’ABI di aprire il portafogli per “dare soldi alla Patria”.
Corsi e ricorsi storici, quando il regime fascista nel 1935 invitò gli italiani a donare oro e gioielli alla Patria per la guerra in Etiopia e far fronte alle sanzioni economiche. E come dimenticare quando nel maggio 2023 la Presidente del Consiglio parlò delle tasse come di un “pizzo di Stato”? Era da pochi mesi a Palazzo Chigi e volle ringraziare i piccoli commercianti che l’avevano votata. Oggi quelle tasse le mancano e deve “scontrarsi con Salvini che chiede sempre nuove sanatorie.Ma di tutto questo, oggi non si parla. Giornali, opinionisti e trasmissioni televisive non fanno altro che discutere sulla “cortigiana” Meloni tentata di mandare tutto all’aria. “Io li porto alle elezioni”, avrebbe minacciato.Ma poi, come un buon Padre di famiglia sarebbe intervenuto il Capo dello Stato a… calmarla!
PdA