Manzoni fa dire a don Abbondio: “Il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare…”. Lo stesso si può dire della nostra Presidente del Consiglio per i suoi lunghi silenzi sulla tragedia di Gaza. Mai una parola di condanna, mai una critica a Netanyahu per la reazione sproporzionata al terribile massacro del 7 ottobre: 70 mila morti oltre quelli rimasti sotto le macerie, di cui è impossibile, oggi, un conteggio anzi critiche e dileggi fino all’altro giorno per l’impresa della Flottilla bloccata dalla Marina di Tel Aviv in…acque internazionali e sequestrata, per i massicci scioperi nel mondo del lavoro, per i milioni di Italiani scesi a manifestare in moltissime piazze.
La Premier ha atteso il piano di pace (si fa per dire) di Trump per prendere posizione, sia pure timidamente (della serie posso, non posso?), su quanto da due anni stava accadendo in Israele.
La “guerra” contro i palestinesi di Gaza ha messo a nudo la pavidità e il servilismo della Meloni, “usa obbedir tacendo” ai diktat del presidente americano.
La “Furbacchiona” di Colle Oppio sa degli stretti rapporti con Netanyahu ed ha evitato sempre di dire qualsiasi cosa potesse cozzare con gli interessi del Tycoon. Solo che ora, dopo che è salpato il gommone per la tregua (la pace forse è prematura anche se auspicabile), sta cercando di saltarci a bordo. Né più né meno come era avvenuto con i Volenterosi quando, del tutto ignorata, si è dovuta rivolgere al suo “protettore” americano per farsi riaccogliere nel Gruppo, ma da remoto..
Addirittura, spavalda, cerca di ritagliarsi un ruolo facendoci sapere che il suo Governo ha svolto di continuo, ma “con discrezione”, un lavoro silenzioso e costante. Tanto discreto che nessuno se n’era accorto: sia in Italia che nei vari consessi internazionali. Ma perché questo tardivo attivismo della Premier? Ora arriveranno i soldi, Giorgia ha ripreso ossigeno e, complice il rapporto privilegiato con Trump, si sta muovendo per evitare che l’Italia venga tagliata fuori dai futuri accordi per la ricostruzione della Striscia di Gaza.
Noi le ricordiamo invece che l’Italia è stato tra i Paesi che non hanno votato le sanzioni, sia pure molto timide, contro Israele e che riteneva “prematuro” (Tajani) il riconoscimento dello Stato di Palestina. Ma di questa Statistella non abbiamo capito nulla perché il lavoro del governo, ovviamente sotto traccia, è stato sempre orientato a far capire al “Capoccione” americano che le esigenze del popolo palestinese erano altre rispetto all’iniziale idea di una Riviera tipo Costa Azzurra. Ovviamente…con discrezione! Il mondo non l’ha capito ma Trump sì. Ed ecco che è spuntato il “nuovo” Piano un po’ più realistico. Servirà? Solo i prossimi mesi ci potranno dare una risposta.Forse a Trump no, ma il nobel per la pace a Giorgia, il prossimo anno, non glielo toglie nessuno! Neppure le “zecche” rosse!
PdA