DALLA CLOACA ALL’ULISSE

Beaumont sur Mer

Quando l’Ulisse impasterà le nostre lacrime

probabilmente lo capiremo,

per rimanere indomiti,

annegando l’uno negli occhi dell’altro,

Non è altro che

un modo silenzioso

per porre uno stop alla vita.

L’industria profumiera si è spostata da Nord a Sud della Penisola, nella speranza di togliere dalla vista dei calabresi perbenisti e struzzicheggianti, questa fonte inesauribile di esalazioni salutari. La maggioranza, è ormai storia risaputa, si è sempre dimostrata incapace di gestire il “flusso” verso l’Ulisse e ancor di più la rete fognaria. Unico compito assegnato alle Amministrazioni Comunali, è sempre stato quello di custodire gli impianti di sollevamento evitando che diventi bersaglio di vandali e ladri, che vorrebbero rubare il prezioso contenuto al mare di Ulisse e ai suoi ormai rari pesci.

I sostenitori, invogliati dal presidente della Regione Calabria Occhiuto, quest’estate e ancora oggi, si sono scatenati su Facebook con le loro immagini di un mare da “bere”. Sprecandosi nell’utilizzare neologismi superlativi come “cristallinissimo” e “magnifichissimo”.

Qualche anno fa, prima di una delle tante elezioni, gli sconfitti, a gran voce, avevano iniziato a parlare di scarico a mare, di allacci fognari, di spreco di denaro pubblico, ecc; tenendo anche dei comizi in piazza. Chiaramente, ad elezioni avvenute, hanno lasciato cadere il problema nel dimenticatoio delle loro coscienze e accontentandosi di sedere in Consiglio mentre tornava a far “discutere”, si fa per dire, la salute del mare sulla costa Tirrenica.

Ed ecco puntuale la tragica scoperta del nuovo scolo fognario: il Verre di Belmonte Calabro.L’ingrossamento della massa d’acqua, dovuto ad una bomba d’acqua, ha accentuato il problema, complice una rete fognaria al collasso. Fenomeno che emerge ogni qual volta davanti alla costa si ripresenti la consueta chiazza con i suoi stronzi galleggianti. Una chiazza che però quest’anno ha assunto i caratteri di una vera e propria ondata di liquami, mentre tutti ne imputavano l’origine (ed il colore) alla discesa di “alghe” umane.Tutti i cittadini e le attività commerciali sulla costa Tirrenica, in particolare quelle che operano particolarmente sui lungomari e sulle spiagge, sperano ancora nella manna dal cielo. Sperano ancora che si possa dire basta allo scarico a mare il prima possibile, ancor meglio prima dell’inizio della prossima stagione estiva.

Le dinamiche globali sono in continua evoluzione: la crisi economica, i cambiamenti climatici, la pandemia, l’esaurimento delle risorse ambientali, le guerre, la povertà, le migrazioni, impongono di rendere ancora più incisiva l’azione di tutti, a partire dai calabresi, che amavano questo mondoNon sarà un Dio implacabile, neanche una natura folle, e neppure l’insieme di circostanze ineluttabili e imprevedibili. No, semplicemente una serie continua di azioni e scelte ottuse e dettate dall’ansia di potere. È questo che sta cambiando il pianeta su cui viviamo e che, presto o tardi, non reggerà.

Gigino Adriano Pellegrini

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