Evento speciale stasera al Matera International Film Festival Matera: al Cinema Guerrieri(ore (ore 18.30) arriva fuori concorso “La luce nella crepa”, il cortometraggio dedicato ai caregiver, diretto da Anselma Dell’Olio e sceneggiato da Manuela Jael Procaccia..
Ispirato a una storia vera-si legge nella nota stampa- il corto nasce dal desiderio di accendere finalmente una luce sulla figura del caregiver familiare, una figura essenziale ma che troppo spesso resta invisibile e silenziosa.
LA TRAMA. Da anni, ormai, Luisa ha scelto di mettere in secondo piano le proprie esigenze per seguire come caregiver sua sorella Carla, che convive con un tumore al seno. Dopo molte insistenze, Luisa convince Carla a passare insieme qualche giorno di relax alle terme: per aiutare la sorella a riprendersi da un periodo di terapie mediche impegnative, ma anche nella speranza di concedersi una momentanea “tregua” nella sua quotidiana attività di assistenza a Carla. Da subito, però, la breve vacanza si trasforma in un percorso a ostacoli dove problemi burocratici, tensioni ed incomprensioni mettono alla prova il rapporto tra le due sorelle, fino a un inatteso punto di svolta. Perché c’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.“La luce nella crepa” vede come interpreti Chiara Caselli, Valeria Milillo, Francesco Foti, Lorenzo Morselli, Alex Di Giorgio, con l’amichevole partecipazione di Anna Villarini. È ideato da Salute Donna ODV, con il contributo non condizionante di Daiichi-Sankyo e AstraZeneca, in collaborazione con le Terme di Sirmione.«Questo cortometraggio ispirato alla storia personale di caregiver di mio fratello Tonino e nato da una sua idea vuole dar luce alla figura del caregiver, che spesso vive nell’ombra – dice Annamaria Mancuso, pesidente di “salute Donna Onlus” a storia personale di caregiver del fratello Tonino è ispirato il cortometraggio, nato proprio da una sua idea – Il loro carico emotivo e fisico è immenso e può portare a sentirsi inadeguati o soli. È fondamentale imparare a chiedere aiuto e a ritagliarsi spazi per sé: in quella “crepa” che la malattia apre nelle famiglie, bisogna lasciare entrare la luce e bisogna capire cosa di bello e di buono si può ancora fare per sé e per la persona che si cura. Insomma, bisogna riuscire a trovare la bellezza, il piacere, l’amore nonostante tutto e la malattia».