MONDO SPIETATO

Beaumont sur Mer 4

In questi primi giorni di Settembre proverò ad occuparmi di una questione che apparentemente non interessa nessuno di voi che leggete, perché ognuno è impegnato con i propri acciacchi fisici e mentali. Ciononostante, cercherò di stimolarvi a volare al di sopra dei vostri interessi personali; e vi pregherò ad osservare un problema che, in fondo, è di interesse generale. Sempre più spesso incontriamo uomini che amano procurare intenzionalmente sofferenza ad altri, sia attraverso azioni violente che per ozio, e spesso la loro crudeltà è associata all’indifferenza o al piacere sadico. Diversamente dagli animali, che agiscono per istinto, l’uomo può essere crudele in modo calcolato e sofisticato, come dimostrano le guerre tecnologiche e il terrorismo, rendendo la sofferenza umana una forma unica di malvagità. Io posso solo augurare a me stesso di non essere incoerente in questa mia modesta ricerca. Vorrei potermi interrogare perpetuamente. Lavorare ad un tipo di ricerca che mi portasse a ribellarmi e dare un senso ad un mondo governato dal non senso dei prepotenti. Assurdo? Forse.Bisogna essere spietati per difendersi”. Così Charlie Chaplin affermava in “Monsieur Verdoux “, uno dei suoi film più controversi ma da lui stesso definito “il più intelligente dei miei film”. Un film che è un’accusa verso una società corrotta e spietata che porta l’uomo a credere in falsi valori e lo trascina alla distruzione.

Vorrei tanto poter ricostruire una verità dopo aver vissuto quasi una vita intera in un mondo fatto di menzogne e di falsi valori. Ho visto anche io un’anatra andare verso nord, come il protagonista del film “Quintet” di Robert Altman. Ho deciso di seguirla contro la ragione che suggerirebbe di andare verso sud in un’era glaciale.Dal Mezzogiorno si trasferiscono al Parlamento Nazionale, quasi sempre deputati ministeriali! Le vittorie, in campo politico sul territorio, sono sempre più rare e di breve durata. E questo spiega, secondo la mia modesta opinione, l’odio, direi quasi personale, che hanno i meridionali, ma anche tutte le persone oneste, contro i poteri smisurati del Nord. Dagli inizi degli anni 50 ad oggi abbiamo avuto molti ministri che hanno calpestato, corrotto l’Italia meridionale; ma nessuno ha così sistematicamente e cinicamente calpestato il nostro onore e la nostra dignità di “Magna Greci”. Questa spiegazione è un pochino frettolosa ma necessaria. Giudicate Voi. Nel meridione, fare opera di rinnovamento, è quasi impossibile. Le persone dovranno ben presto avvedersi che manca loro il terreno sotto i piedi, manca l’aria per respirare. Si parla di un territorio, dove la gente che lavora ( una volta si sarebbero chiamati proletari) non riesce in alcun modo ad avere una certa influenza sull’andamento politico ed economico della propria terra.Se si eccettuano rare e, tutto sommato, poco efficaci eccezioni (Salvemini, Fortunato, Sturzo, Dorso e qualcun altro).

Lo sciagurato e amebico politico meridionale è indistruttibile e si organizza su diversi livelli: quello che arriva ai vertici della politica italiana, quello che “fa numero” nelle varie sedi della iper- burocratica macchina politico-amministrativa e quello che è addetto al controllo del territorio dal basso, non raramente in tacito accordo con le fiorenti associazioni a delinquere.Negli ultimi anni, il Sud e la Calabria in particolare hanno ripreso “le valige” e questo sta sconvolgendo tutto il territorio. E’ tornata l’emigrazione a dissanguare e dilaniare questa parte dell’Italia. Si continua, come negli ultimi 80 anni, a parlare della “quistione” meridionale, quale era tanti anni fa; mentre l’Italia meridionale di oggi è tutt’altra cosa. Il meridionale, ancora una volta, si vede costretto a prendere suo malgrado la strada per l’estero dove cercherà e otterrà una coscienza di cittadino, che gli viene negata nel proprio Paese. L’Italia non può più ospitare i figli poveri del suo Mezzogiorno e se ne sbarazza mandandoli via per poi ritrovarseli sugli spalti degli stadi esteri a tifare per la squadra del Paese che gli ha dato i natali e non li ha voluti. La gente spesso parla di crudeltà “bestiale” dell’uomo, ma questo è terribilmente ingiusto e offensivo per le bestie: un animale non potrebbe mai essere crudele quanto un uomo, crudele in maniera così artistica e creativa. (Fëdor Dostoevskij)

Gigino Adriano Pellegrini

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