“Pasquinate” di agosto 8

MELONI CAMBIA I PORTABORSE COME LE SCARPE

Prima c’era Giovanna Iannello, con Giorgia Meloni fin dai tempi della sua campagna elettorale a Roma nel 2016 e che ne ha condiviso tutto il percorso in salita dalla nascita di Fratelli d’Italia.

Poi, improvviso come una bomba, è arrivato Mario Sechi. Solo 3 mesi, il tempo di farsi riprendere pubblicamente come uno scolaretto dalla moglie del caposcorta, Patrizia Scurti, che da sempre segue la Premier con un sacchetto di scarpe di ricambio perché la Presidente soffre di mal di piedi.Dicono che le due collaboratrici non lo abbiano mai accettato e che il “rotondetto” Sechi sia stato costretto ad “emigrare” verso la direzione di Libero. Mica male, però, come ricompensa!E poi Fabrizio Alfano, ex di Fini, che ne ha preso il posto nel settembre 2023. Un giornalista serio, stimato dai colleghi, che si è caricato sulle spalle il difficile rapporto della Meloni con la stampa.Ora sembra che in arrivo ci sia l’attuale direttore del TG1 Gian Marco Chiocci che lascerebbe la direzione de Il Telegiornale proprio a Sechi. Come dire, tutto in famiglia!E siamo…solo al terzo anno di governo.

Si dice che la Statistella della Garbatella si stia attrezzando in vista di un autunno che, rispetto ai precedenti, si preannuncia piuttosto caldo. Visto che i nodi di una falsa narrazione stanno giungendo al pettine.E altri ”colpi” le potrebbero venire dai risultati regionali. Non è un mistero che il governo abbia scaglionato i rinnovi per tutto l’autunno temendo un drammatico cappotto.Ma, secondo i “maligni”, anche per la conferenza stampa di fine anno – otoliti permettendo – rischia di essere burrascosa. Sempre che si faccia. Perché c’è una parte di giornalisti che la vorrebbe far saltare per protesta contro la “confessione” di Giorgia a Trump di non amarli. Oppure di presentarsi e, chiamati per la domanda, limitarsi ad un “rinuncio”. A questo punto, con rapporti così deteriorati, o trovi un Padreterno in grado di trasformare l’acqua in vino oppure devi ridimensionare una narrazione che da 3 anni sostiene che tutto va bene. Mentre così non è.Diciamo che il discorso della Premier al meeting di CL – con relativa standing ovation di una platea oggettivamente “amica” – rischia di essere stato il suo canto del cigno. I dati Istat, con una accertata produttività calante delle imprese e le “tasche” degli italiani vuote, contraddicono la tesi che l’Italia sia in crescita e soprattutto quale idea di paese si abbia.La verità è che Giorgia non prova mai a determinare il corso delle cose ma aspetta di vedere come vanno e poi si accoda.

Nel febbraio del 1978 Aldo Moro in minoranza nel partito, con solo il 7%, portò tutta la DC all’incontro con il PCI di Berlinguer. Questo significa essere Statisti, non Giorgia Meloni che sulla vicenda di Gaza fino a ieri, davanti a bambini che muoiono sotto le bombe o – peggio – di fame, non ha mai detto una parola di condanna. Lei, donna e madre! Ora forse, con Trump che parla di limiti superati, si sta … riposizionando. Ma, ancora, sul riconoscimento “simbolico” della Palestina è muro. Perché? Perché gli americani sono contrari. Ecco, se vuole crescere, Giorgia Meloni deve trovare più coraggio. Anche nei confronti dell’alleato Salvini. Altrimenti resta una Statistella della Garbatella! Quale che sia il suo portavoce.

Pda

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