Beaumont sur Mer
Un’adeguata attuazione delle direttive europee, che indicano la strada da seguire in tema di acqua potabile, acque reflue urbane, protezione degli habitat, aree marine protette e acque di balneazione, inondazioni, inquinamento da plastica, emissioni industriali e restrizioni all’uso di sostanze chimiche pericolose, permetterebbe di monitorare costantemente la qualità di questo corpo idrico, chiamato Verre o Veri, e di limitarne tempestivamente fenomeni di inquinamento e cattiva gestione.Il fiume Verre, a sud del paese di Belmonte Calabro, è diventato una sofferenza senza fine. A causa dei rifiuti d’altra natura, il corso d’acqua sta sempre peggio, carico di fertilizzanti pesticidi dell’agricoltura e di scarichi fognari. L’acqua, come risaputo, è un bene comune che spesso viene dato per scontato. Una risorsa fondamentale per ogni forma di vita e per gli ecosistemi che viene, poco saggiamente, sprecata, inquinata e non tutelata. Inoltre i frequenti fenomeni di siccità che si sono susseguiti negli ultimi anni, conseguenza diretta dei cambiamenti climatici in atto, hanno messo in ginocchio interi territori rendendo ancora più evidente la necessità di intervenire in maniera concreta e risolutiva sulla gestione di questo bene in termini di tutela, prelievi, uso e sprechi. Eppure gli strumenti per raggiungere questi obiettivi sono a portata di mano. Questa estate particolarmente calda e umida, mi porta a passeggiare sul lungomare sud di Belmonte Calabro. L’occhio viene attratto, non dai corpi scolpiti delle belle donne, ma da un nuovo scarico di fogna abusivo, che corre nel letto del Verre e sversa liquami direttamente in mare. È l’ennesima, amara scoperta che, se possibile, aggrava la già precaria condizione ambientale alla foce del fiume. Non è una novità perché da anni i cittadini segnalano senza sosta e da anni si parla di trovare soluzioni senza però mettere in atto un piano serio e concreto. Quel che è certo è che c’è un problema fogne che indisturbate scaricano a mare nella zona sud di questo bellissimo borgo dove sfocia il Verre. E’ sotto gli occhi di tutti che non c’è nessun cartello di “non balneazione”. Quel che è possibile vedere ogni giorno
semplicemente facendo una passeggiata in spiaggia, soprattutto in
corrispondenza della foce del torrente in questione, è uno spettacolo
impietoso.
Le immagini parlano chiaro, anche se non riescono a trasmettere anche gli
odori nauseabondi che ammorbano l’aria. Copiose quantità di acqua
maleodorante si riversano in mare di continuo, scarichi fognari , in barba
all’inevitabile impatto inquinante sul mare e sull’ambiente. Come raccontano
le immagini, alla foce del Verre c’è una generale condizione di degrado e
sporcizia causata soprattutto dalla fogna che scorre libera. Topi, carcasse di
animali, rifiuti di ogni genere, fanno da cornice al fiumiciattolo di acqua
melmosa che scorre indisturbato verso il mare di Ulisse.
Gigino Adriano Pellegrini