Il diario di Pietruzzo 130

EUROPA, SE CI SEI…ANCORA, BATTI UN COLPO

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova. Altiero Spinelli si sta rivoltando nella tomba nel vedere com’è finita l’Europa che sognava. Quella di oggi non è neppure la più pallida idea del sogno accarezzato dai federalisti, immaginato e portato avanti da Statisti come De Gasperi, Schumann, Adenauer. Appunto, Statisti non politici improvvisati senza idee e senza dignità che in questi anni il Mondo e l’Europa si sono dati. Rimpiazzati oggi da un Venditore di tappeti made in Usa, da una Casalinga tedesca disperata e da due Valletti (Meloni e Ruth) che gareggiano nell’offrirsi come scendiletto del Presidente americano. Lontani purtroppo – anche se recenti – i tempi della Merkel, di Scholz e di Draghi che non esitarono a mettersi in treno per Kiev quando lo zar Putin decise di invadere l’Ucraina.

Si dirà, con quale risultato dopo oltre tre anni di guerra? Ma non sappiamo come sarebbe andata a finire se fossero rimasti ancora alla guida dell’Europa o se gli attuali governanti avessero trovato il coraggio di rischiare uno scontro frontale. Certamente non avremmo subito le umiliazione di un Trump che descrisse i leader stranieri “tutti in fila per baciarmi il c..o” , pur di evitare i dazi. Sicuramente Mario Draghi non sarebbe volato a Washington per scodinzolare alla festa d’incoronazione del nuovo presidente americano. Il bilancio dell’Europa in questi ultimi anni è stato tragico.Pavida e non preparata sulla volontà di Mosca di annettersi gran parte dell’Ucraina, silente sul massacro di Hamas e ancora più silente sulla reazione sproporzionata del governo israeliano che sta portando il popolo palestinese allo sterminio. Quello che sta avvenendo a Gaza, dove migliaia di bambini e di civili vengono uccisi dall’esercito o letteralmente muoiono per fame, è l’altra arma, altrettanto letale, scelta dal governo di Netanyahu per impadronirsi di tutta la Striscia. Diciamo senza ipocrisie che tutto ciò avviene nell’accondiscendenza dell’America di Trump e nell’incapacità dell’Europa di opporvisi. Solo recentemente si è levata qualche timida voce per il riconoscimento dello Stato palestinese, come a testa bassa – anche in Italia – stiamo subendo la tracotanza di Trump sui dazi fissati “unilateralmente” al 15%, ai quali va aggiunto l’impegno a comprare in America gas liquefatto e petrolio per 750 miliardi di dollari per 3 anni e promesso investimenti negli Usa per altri 600 miliardi oltre all’acquisto di enormi quantitativi di armi.

Il Cancelliere Merz parla di “danni enormi”, Parigi di “giornata buia”, Viktor Orban dice che Trump “si è mangiato la Von der Leyen per colazione”, ma per la nostra Presidente del Consiglio potremmo tutto sommato farcela, nonostante le voci allarmate delle categorie interessate, e chiede all’Unione di “accelerare sui sussidi”. E’ il prezzo che l’Italia paga ai “complimenti” che l’underdog della Garbatella a suo tempo ha ricevuto dal “Tappetaro” americano o una sua strutturale incapacità a guidare un Paese (non Nazione) come l’Italia? Avevamo Draghi ed ora abbiamo “Io sono Giorgia”. Più in basso di così…

PdA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *