OGGI E FORSE DOMANI

Beaumont sur Mer

                                 
“Domani, domani e domani, avanza a poco a poco, giorno dopo giorno, verso l’ultima sillaba del copione, e tutti i nostri ieri avranno illuminato a degli sciocchi la polverosa via della morte. Spegniti, spegniti, breve candela! La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia e si agita su un palcoscenico per il tempo a lui assegnato, e poi nulla più s’ode: è un racconto narrato da un idiota, pieno di rumori e strepiti che non significano nulla.” Macbeth di W. Shakespeare
Nel film “A long story short”, diretto da Josh Lawson,Teddy è un eterno indeciso che per magia si ritrova a viaggiare nel tempo scoprendo quello che gli accadrà nel suo futuro. Per tornare indietro dovrà capire le sue priorità della vita. Un viaggio tra presente e futuro e al tempo stesso una grande storia d’amore. Il protagonista Teddy, dopo la prima notte di nozze con Becca, si ritrova proiettato all’anno dopo: è il loro primo anniversario di matrimonio e la moglie aspetta una bambina.
Neanche il tempo di realizzare l’anomalia che arriva un altro salto in avanti: è catapultato al secondo anno di nozze e Teddy comincia a rendersi conto che, al contrario delle altre persone, per lui il calendario funziona in modo bizzarro. Teddy si ritrova condannato a vivere una manciata di minuti all’anno per poi trovarsi di nuovo nel futuro.
Durante tutti gli anni a cavallo fra il 1960-70 ho avuto modo di incontrare gli scritti del filosofo Theodor Adorno che dicevano, insieme a molte altre cose: “Solo chi capisce che il nuovo è identico all’antico, opera al servizio di ciò che sarebbe diverso”.
Ma noi umani ipertecnologici, siamo ormai avviati verso la totale alienazione di noi stessi dalla realtà reale, essendo l’essere umano sempre più incapace di capire l’oggi guardando anche indietro.
L’uomo odierno è sempre più frastornato dal susseguirsi degli avvenimenti e l’unica cosa certa sembra essere quello che vede oggi su internet, cioè: la ricchezza concentrata in forma di grandi aziende private che esercitano crescente influenza su questioni di politica economica e pubblica, che arrivano al punto di definire apertamente sistemi di 'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un'istituzione, di una globalizzazione in cui hanno poteri decisionali pari se non di più degli eletti rappresentanti del popolo in quella che fu la liberal-democrazia.
Gli attuali meccanismi di governance di Internet si celebrano come esempi di successo delle masse, mentre in realtà i padroni del mondo non hanno mai avuto in mente di realizzare la promessa sociale di Internet. Oggi viene invece detto a chiare lettere che la nuova tecnologia non ha bisogno di essere democratica. A mano a mano che le tecnologie informatiche si diffondono, scrive David Lyon, "I modelli di lavoro, la vita familiare, gli svaghi, il tempo libero e persino il modo in cui percepiamo noi stessi, in quanto esseri umani, sono tutti destinati a subire importanti trasformazioni”.
Il pericolo maggiore è rappresentato dalle possibili nuove forme di colonizzazione. Non pochi autori temono un totalitarismo elettronico dovuto all' alto costo di tali tecnologie e alla società dell'informazione, nella quale non diminuiscono certo il centralismo, i monopoli, le disuguaglianze. Ogni volta che viene offerto un nuovo servizio a domicilio aumentano le informazioni raccolte sugli interessati.
Oggi, la conoscenza è sempre più pericolosa per il potente ricco e stolto , per non dire del pensiero critico; e il potere non ama né l’una né l’altro. Infatti nelle scuole si insegnano competenze a fare e non conoscenza per pensare; e se gli studenti protestano contro l’alternanza scuola-lavoro e contro la scuola-azienda e chiedono una scuola che invece trasmetta conoscenza e soprattutto insegni pensiero critico, subito arriva la polizia con i manganelli.

Gigino Adriano Pellegrini

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