In questi giorni sono alla casa al mare con tutta la mia famiglia allargata.Tutti insieme.Una di quelle esperienze che ti fanno pensare:“Che bello stare vicini”… e poi, magari, dopo due giorni:“Forse bastava un weekend.”Scherzi a parte, sono giornate intense. Belle, piene, vere.Ma anche un po’ faticose, perché diciamocelo, vivere insieme a tante persone diverse da te, con ritmi, abitudini e sensibilità completamente opposte, è bellissimo, sì… ma anche una grande palestra emotiva.Con tante piccole sfide quotidiane.Io che parlo sottovoce, loro che urlano da una stanza all’altra.Io che do peso alle sfumature, loro che dimenticano cosa mi hanno detto due minuti prima.Io che se una cosa mi dà fastidio la noto da lontano,loro che “ma dai, non farci caso!”.
Ed ecco che, ogni giorno, mi ritrovo davanti alla solita domanda:vale la pena dirlo?Vale la pena spiegare perché ci sono rimasta male,o per il quieto vivere è meglio lasciar correre?Il punto è proprio questo:come si fa a restare fedeli a sé stessi, senza trasformare ogni contrasto in una battaglia?Come si fa a non rinunciare a ciò che sentiamo…e allo stesso tempo non pretendere che tutti vivano le cose come noi?Sto cercando di impararlo.E ho capito una cosa:forse non si tratta di reprimersi,ma nemmeno di farne una tragedia ogni volta che qualcosa ci disturba.È uno spazio piccolo ma prezioso:quello in cui mi ascolto senza sgridarmi,e poi scelgo come e quando parlarne.Con calma, con cura.A volte subito, a volte dopo.E a volte… anche mai.Perché, in fondo, non tutto è un dramma da risolvere.E mentre cerco questo equilibrio,mi accorgo che questi sono anche i momenti più veri, più vivi, più nostri.Quelli in cui ridi, ti irriti, ti emozioni.In cui ti senti parte di un qualcosa di immenso.In cui ti senti a casa, anche se la casa è affollata.Ecco, oggi non ho una grande riflessione,solo una domanda che mi accompagna in questi giorni:Tu come fai a restare in equilibrio, senza perderti? Come te la cavi con il quieto vivere?Ti leggo con piacere.a martedì prossimo-
Therapaint