Il diario di Pietruzzo 119

TRUMP: BIMBOMINCHIA O STRATEGA?

Donald Trump: Un “altro” bimbominchia o uno stratega? Questo è l’interrogativo dopo le “capriole” e le “bizze” di questi mesi. Siamo solo noi in Italia ad avere un bimbomichia o ce l’hanno pure gli americani? Shakespeare è morto troppo presto. Altrimenti leggeremmo un Amleto 2 Comunque è bene che ognuno si tenga il “padrone” che si sceglie! E’ vero che gli americani si sono eletti il loro Presidente, nonostante nel 2021 sia stato il “fomentatore” dell’assalto a Capitol Hill. Evidentemente sono di bocca buona e…non ancora adulti.Ed è vero che siamo loro alleati. Attenzione: alleati, mai succubi, né scendiletto. Comunque, se hanno deciso un personaggio come Donald Trump, non è detto che noi, come Europa, lo si debba assecondare come si fa con i bambini capricciosi. E quello di cui il Tycoon si sta rendendo protagonista ha dell’incredibile: dagli ultimatum all’ Ucraina a Gaza, da Israele all’Iran, ai dazi che ora salgono e domani scendono, agli organismi internazionali che vorrebbe far saltare, al turpiloquio.

O è vittima di una patologia mentale – e non lo credo – oppure si sta divertendo come un matto e noi lo stiamo assecondando nelle sue bizzarrie. Bene ha fatto la Spagna a non allinearsi sul riarmo, male stanno facendo tutti gli altri – compresa la nostra Presidente del Consiglio soprattutto nel ricorso ai superlativi – a subire senza reagire gli sbalzi d’umore del Presidente americano.Per Trump tutto quello che LUI fa è eccezionale, fantastico, monumentale. E Giorgia gli fa eco con storico, ruolo determinante del nostro Paese, orgogliosa e fiera dei risultati che LEI sta ottenendo: in Italia e …nel mondo. Invece è ora che l’Europa – adulta – prenda atto che si è chiusa una lunga stagione di dipendenza dagli Usa, che per decenni hanno garantito sicurezza e accesso ad un vasto mercato di consumatori, e che ci si abitui a navigare in mare aperto senza porti “di comodo” o scialuppe di salvataggio. E chi si trova a guidare l’Italia deve capire che non è più possibile stare, come in questi quasi tre anni, con i piedi in due staffe, una delle quali è occupata dallo “stivalone” di Trump al quale la Ducetta non riesce mai a dire un “no”. Schierata dall’inizio dell’invasione nella difesa dell’Ucraina, la nostra Premier di recente ha cominciato a “modularne” il sostegno per non contraddire il presidente americano. Così come non ha mai speso una parola a difesa dei bimbi di Gaza che muoiono di fame, oltre che per le pallottole dei soldati israeliani. Per non parlare della difficoltà di dire al suo “amico” Trump che è irrealistico l’obiettivo del 5% di spesa militare sul pil per i prossimi dieci anni. La Spagna si è opposta. Perché non lo ha fatto anche l’Italia? Siamo con le pezze al sedere, molti di noi non riescono ad arrivare alla fine del mese, le mense della Caritas si riempiono da tempo non solo di immigrati, gli ospedali e le scuole sono al collasso e la Premier ricorre al “latinorum” di Don Abbondio per dire che “si vis pacem, para bellum”. Non è vero. In quale scuola della Garbatella ha studiato matematica per dire che “non distoglieremo neanche un euro dalle altre priorità degli italiani”? Al liceo, che evidentemente non ha fatto, l’avrebbero bocciata.

Y Sinceramente non credo che, se fosse stata ancora all’opposizione e Trump non fosse il Presidente degli Usa, sarebbe stato questo l’atteggiamento servile di Giorgia Meloni. Speriamo solo che non sia anche il suo… cavallo di Troia!

PdA

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