MELONI: PIU’ OPPORTUNISTA CHE CONCRETA
E’ difficile non essere d’accordo con un Maestro di giornalismo come Vittorio Feltri ma questa volta non concordo con l’endorsement che fa di Giorgia Meloni, pur non dimenticando il monito di Papa Francesco: “chi sono io per giudicare?”.
Il Fondatore di Libero, appunto alla festa della Testata che ha fondato 25 anni fa, l’ha definita una “fuoriclasse”, una “che va al sodo”, “concreta”. Lasciamo stare la fuoriclasse (“in terra caecorum” ???) ma sono proprio le ultime due espressioni che mi lo li ha 😂 lasciano perplesso. Più che concreta, la Premier mi sembra opportunista, ed anche cinica. E’ vero, una che va al sodo ma quando … gli interessa. Altrimenti diventa una “laisser passer”. E in questi quasi tre anni di governo è un’espressione verbale che l’è stata piuttosto familiare. Non me ne vorrà Feltri ma mi sembrano più calzanti i giudizi tranchant che… in articulo mortis vergò su di lei Silvio Berlusconi: supponente, prepotente, arrogante e offensiva. E non concordo neppure con la replica “acida” della Ducetta: non ricattabile. Perché qui cade l’asino. Non ricattabile? Ma stiamo scherzando? Ignazio Benito La Russa alla Presidenza del Senato chi lo ha mandato se non Colei che lo considera il suo mentore, nonostante il parere contrario proprio di Silvio Berlusconi? E Delmastro, condannato lo scorso febbraio in primo grado a otto mesi di reclusione perché non ha lasciato gli uffici di via Arenula, dove fa il bello e cattivo tempo? Si dice per “controllare” il ministro Nordio. Ci credo poco e comunque non è un bel vedere!Meloni si dice “Non ricattabile” ma tutto sembra dire il contrario. Daniela Santanchè ne è la conferma. Anche se non ancora condannata, la sua vicenda giudiziaria è allucinante. In confronto la liaison tra Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia diventa una favoletta per innamorati. Eppure l’ex Ministro della Cultura ha dovuto dare forfait ed emigrare a Parigi.Forse perché non “vicino” a Ignazio Benito La Russa?Parliamo della capitale francese ed ecco emergere l’antipatia reciproca tra il Presidente Francese e la Ducetta italiana che, in un moto d’ira, ha rovesciato il tavolo dei volenterosi per Kiev. Quando si è resa conto che le riunioni continuavano anche senza di lei, ha cercato Trump e finalmente Meloni, garante l’amico Donald, ha ottenuto di tornare al “tavolo”. Gli italiani, tutti questi vantaggi del fil rouge con gli Stati Uniti, ancora non li hanno scoperti ma può darsi che occorra tempo. Come si dice, chi vivrà vedrà. Speriamo!Ma il massimo della “non ricattabilità” della Premier sta in un uomo al quale Giorgia Meloni è costretta a fare “buon viso a cattivo gioco”: Matteo Salvini, palesemente insofferente alla sua leadership, che non perde occasione per crearle problemi. Inutile raccontarle tutte! La ragazzotta della Garbatella non vede l’ora di dargli un calcio nel sedere, ma non può perché verrebbe meno quell’unità della Destra di cui a parole, solo a parole, si vanta. Il Lombardo (mi verrebbe da scrivere il Longobardo) lo sa e da quasi tre anni la tiene sulle spine non perdendo occasione per mettersi di traverso. Il segretario della Lega non ha nessun interesse a staccarsi ma Giorgia, in un impeto di collera, potrebbe essere lei, opportunista, a disfarsene per tornare al voto. Senza di Lui o con Matteo in veste di Enrico IV a Canossa. Una Premier quindi non solo opportunista ma anche cinica. Piace a Vittorio Feltri? Qual è il problema? Come dicono a Napoli “ogni scarafone è bello a mamma soja”.
PdA