Il diario di Pietruzzo 112

MELONI E NORDIO: CAMPIONI DI INCOERENZA, MA NON SOLO LORO

“Il Premier abbia la decenza di rispettare chi si è recato alle urne”. Sono parole molto dure e – udite udite – appartengono a Giorgia Meloni! Attenzione: non le ha dette in questi giorni (avremmo avuto una leader vera) a commento dei cinque referendum dell’8 e 9 giugno. Anzi, ha maramaldeggiato sugli avversari, e con espressioni tra il divertito e l’ironico.E allora quando questa ragazzotta si è espressa in maniera così rispettosa nei confronti degli avversari? Andiamo indietro di 9 anni e riavvolgiamo il nastro, dopo il referendum, fallito anch’esso sulle trivelle nel 2016, e scopriamo che effettivamente Giorgia Meloni riprese duramente l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi che da toscanaccio, sfotteva – come lei in questi giorni – chi era andato a votare e aveva perso.Qualcuno a Palazzo Chigi faccia delle ricerche e ne informi chi scrive i testi per la Premier e i suoi selfie ai quali da tempo ci ha abituati.

Del resto parlare senza contradditorio è il suo sport preferito. Viceversa, l’aiuterebbe a non fare brutte figure e ad attrezzarsi per rispondere in maniera meno contraddittoria agli avversari politici: in aula, sui giornali e in Tv. Vuoi vedere che è questa sua inadeguatezza a tenere botta, ovviamente in modo credibile, a tenere lontana la ragazzotta della Garbatella dai dibattiti parlamentari e dagli incontri con i giornalisti? Forse su consiglio della “fidata” Patrizia Scurti. Certo, una bella prova di…coerenza. Succede ma, per Giorgetta, accade un po’ troppo spesso: In quasi 3 anni di governo, da lei e dai suoi Ministri, abbiamo sentito tutto e il suo contrario.Prendiamo il caso del Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Quando si insediò a via Arenula disse, come primo punto del suo programma, che avrebbe lavorato innanzitutto per avere una giustizia più veloce.

A dire il vero, è una promessa che tutti i Guardasigilli fanno perché sanno che è quello che i cittadini chiedono. Poi passata la festa, gabbato lo Santo. Ma Nordio andrò oltre, e qui ci sta tutta la sua incoerenza. Disse che mettere più reati avrebbe significato ingolfare i tribunali e rendere la giustizia più lenta. Bene, il suo primo atto fu il provvedimento per bloccare i rave party e l’ultimo decreto sicurezza introduce ben 14 nuovi reati e 9 inasprimenti di pena, fino alla galera. In totale, in poco più di due anni e mezzo di governo, abbiamo 68 nuovi reati in più rispetto a quelli già esistenti, con un “monte pene” aggiuntivo di 500 anni. Un bel modo di “onorare” la sua parola di Ministro! Ma questo Governo è così: balle su balle su balle. Come quando la Premier si ostina a far credere ai “Gonzi” di aver abbassato le tasse. E, busta paga alla mano, non è vero. Oppure quando assicura di aver finanziato la Sanità con numeri che dicono il contrario: 4 italiani su 10 (quasi il 50%) non si possono più curare e, per continuare a mangiare, rinunciano ad analisi ed esami costosi. E’ vero che la cassa “piange”, e non solo per colpa di Giorgia Meloni. Ma il Paese ha bisogno di una coraggiosa “operazione verità” e di una maggioranza che tratti gli Italiani da adulti dicendo loro come stanno realmente le cose. Non lo fa nessuno tranne forse, e con scarsi risultati, il ministro Giorgetti!

PdA

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