Il diario di Pietruzzo 106

URGE UN ESAME DI COSCIENZA SUL CLIMA DI ODIO NEL PAESE

Giorgia Meloni ha ragione quando – oggetto di un vergognoso attacco “mirato” su sua figlia – denuncia il clima di odio che sta avvelenando il Paese. E’ vero, esiste. E da un paio di anni, soprattutto attraverso i social, ha preso maggiore forza.

Perché? La Presidente del Consiglio non ha nulla da dire al vicepremier e ministro Salvini? Al suo capogruppo alla Camera che qualche anno fa festeggiava il carnevale vestendosi da nazista? Al Presidente del Senato Ignazio Benito La Russa? Tre esempi della sua maggioranza, ma tanti altri se ne potrebbero aggiungere, che con iniziative e dichiarazioni inopportune “a ruota libera” stanno contribuendo a non svelenire il già complesso clima politico.

La Destra è riuscita, per la prima volta nella storia della Repubblica, a prendere democraticamente la guida del Paese, ma sarebbe ingenuo non prevedere che questo shock istituzionale sarebbe stato vissuto come un vero e proprio trauma dagli avversari.

Vedere gli eredi della fiamma tricolore girare per le stanze di Palazzo Chigi deve essere stata una “ferita” che Meloni e Soci, da forza matura, avrebbero dovuto mettere in conto, facendo di tutto spegnendo e non accedendo le inevitabili polemiche.

Ma è quello che la Premier, per prima, si è ben guardata dal fare nel corso dei dibattiti parlamentari, se si escludono i primi mesi di governo guidata e assecondata sotto traccia dai consigli di Mario Draghi. Poi l’aquilotto ha preso il volo menando fendenti agli oppositori, prendendoli in giro con faccine e mossette, disertando spesso le aule parlamentari, governando prevalentemente a suon di decreti e riducendoli di fatto al ruolo di comparse.

E con lei si sono scatenati i vari “gerarchetti” alla Donzelli e, più grave, la seconda carica dello Stato che si è prodotta in “assolo” volutamente provocatori. Dall’altra parte le Opposizioni non sono stati ferme, contribuendo con le loro reazioni, a volte sproporzionate alle offese ricevute, ad aggiungere legna al fuoco delle polemiche. Per esempio, perché il disegno di legge sulla sicurezza è stato improvvisamente trasformato in decreto. E quindi subito operativo? Verosimilmente per consentire a Matteo Salvini di portare avanti la costruzione del Ponte sullo Stretto senza avere contestazioni, dissuadendo e frenando per legge eventuali manifestazioni di disobbedienza civile Tutto questo per giustificare il vergognoso attacco alla Premier attraverso sua figlia, una ragazza di poco meno di dieci anni ? Assolutamente no!

Ma come alcuni grandi giornali hanno sbagliato a non dare adeguato spazio a questa tristissima vicenda con commenti e approfondimenti, la “banda Meloni” farebbe bene a non nascondere la mano che ha lanciato il sasso. I tempi sono cambiati, anche per l’ingresso dei social nella polemica politica che, senza esagerazioni, hanno l’aggravante di diffondere i loro messaggi alla velocità della luce. Osservava Umberto Eco: Una volta uno stupido entrava in un bar e diceva qualche fesseria, lo ascoltavano in quattro. Oggi se le scrivi su di un social, le leggono in migliaia…

PdA

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