MELONI DA “PONTIERA” A “LABIRINTO” DA DOVE NON SA USCIRE
Assai strano IL “percorso” di Giorgia Meloni in questi ultimi mesi di governo. Da quando alla Casa Bianca è tornato Donald Trump. Propostasi come “ponte” con l’Europa, la Premier è finita in un “labirinto” dal quale non riesce ad uscire, portando a galla una serie di contraddizioni: in politica estera e in politica economica.La guerra in Ucraina, sulla cui condanna all’inizio era stata fermissima, è diventata il suo tallone di Achille: evidentemente per compiacere il nuovo inquilino americano e prendendo le distanze dall’Unione Europea.Scegliendo di “non salire” sul treno per Kiev – dove nel 2022 era salito Mario Draghi – la Statista della Garbatella non sa che pesci prendere ed è dovuta ricorrere all’ “amico” Donald per poter rientrare nel “club” dei Volenterosi.
Ma con meno cartucce da sparare perché considerata “imbucata”. Come se non bastasse, con Lega e Forza Italia divisi: Tajani favorevole con l’Europa ad infliggere nuove sanzioni alla Russia e Salvini contrario. Anche di fronte all’’escalation israeliana sul Gaza – che 17 Paesi europei in un documento hanno condannato – il governo italiano ha invece votato contro. E Giorgia Meloni? Continua a girare nel “Labirinto” cercando l’uscita, ancora una volta convinta di interpretare il pensiero di Trump, silenzio!In economia, storica la sua non conoscenza dello spread che è sotto di 100 punti. La Premier si è “pavoneggiata” in aula di averlo diminuito e – mentre il ministro Giorgetti che le sedeva accanto scuoteva perplesso la testa – ne ha dedotto con aria sicura che, dagli investitori, i “nostri titoli di Stato vengono considerati più sicuri di quelli tedeschi”.
A smentirla le tabelle ufficiali: I titoli di chi è a più rischio segnalano un Italia al 3,6 contro il 2,6 della Germania. Il ché significa che siamo costretti di proporre a chi vuole investire un tasso di interesse più alto per convincerlo ad acquistare i nostri titoli: 100 dell’Italia a fronte dello 0 della Germania. Domanda: sono quindi “più sicuri” di quelli tedeschi?E come dimenticare le altre “bufale” raccontate in campagna elettorale: dal blocco navale per impedire ai migranti di approdare sulle nostre coste al taglio delle accise sulla benzina, all’abolizione delle legge Fornero, agli aiuti alle bollette che non ci sono stati se non in maniera risibile, alla riduzione delle liste di attesa negli ospedali, al debito pubblico che purtroppo è cresciuto e alla povertà che è aumentata con spese che invece si sarebbero potute evitare. Come i due centri in Albania costati quasi un miliardo.Non hanno mai funzionato e sono stati trasformati in CPR per salvare la faccia a chi, come la Meloni, che giurava sullo loro funzionalità, “dovessi passarci ogni notte, da qui alla fine del governo italiano”. In fondo i “Ducetti” si sono sempre comportati così. Quei soldi non si sarebbero potuti spendere meglio? No. La Ducetta non fa marcia indietro, anche quando sbaglia!Una narrazione di annunci contraddetta dalla realtà dei fatti con una sanità a pezzi, i salari sempre più bassi e il costo della vita sempre più alto, mentre della crescita non si avverte neppure l’avvio.Ma Giorgia Meloni, che proviene dalla Garbatella, perché non torna nei mercati rionali nella tarda mattinata quando, con i prezzi forzatamente ribassati, aumentano le persone che possono ancora spendere qualche euro?E nel labirinto – che da sola si è costruito – la Premier continua ad aggirarsi. Senza trovare una via d’uscita!
PdA