Arte e shooting al Fair Play Garden per festeggiare il ritorno della bella stagione e non solo. In vista della Giornata mondiale del fair play, che per la prima volta l’ONU ha fissato in calendario il 19 maggio prossimo, Barbara Maresti sabato 3 maggio ha varcato il cancello del Fair Play Garden di Roberta Maresci, scomodando addirittura il Botticelli: l’obiettivo? Rivisitare la sua “Primavera”. Non c’erano i nove personaggi del celebre capolavoro rinascimentale, ma Venere e Flora sì. Vanitose e colorate, hanno giocato a rincorrersi nella serra, tra Jasminum Nudiflorum e carciofi, orchidee selvatiche e tarassaco. La “Primavera” s’è vestita di capi dipinti a mano dall’artista, vestiti second-hand e maschere fatte con materiale rigorosamente di riciclo per strizzare l’occhio all’ambiente. C’era anche Narciso interpretato da Olidor Licaj a far bella mostra di sé, tra jeans decontestualizzati e corpetti floreali. A catturare colori, umori e profumi, l’immancabile occhio attento del fotoreporter e reporter Paco Rianna. Nel mezzo modelle a interpretare anche altri due set fotografici: “Over the rainbow” ispirato al Mago di Oz e “Mufasa the Lion king” interpretato dalle modelle Emanuela Bonafaccia, Laura Krizia Fontana, Elisa Patriarca, Chiara Pavoni e Luana Tagliaferri. Una collezione da favola che ha preso vita tra rose, albizie e querce, in un arcobaleno di colori e profumi miscelati ad altri lavori permanenti che creano l’Humus Trek, un percorso tra erbe spontanee dove la Maresti ha appena inaugurato due sculture: “Abbraccio” su un tronco di quercia e “Fratello Sole, sorella Luna”, double-face ispirata dalla canzone di Claudio Baglioni. Intorno spiccano “Mushrooms” in pietra leccese di Mario Calcagnile, “Ovuli” resinosi della mosaicista Patrizia Dalla Valle, creazioni archisofiche del designer Gerry Turano e dell’architetto Massimo Di Cave, la runa “Algiz” elaborata da Carlo Moretti, i corpi attorcigliati in “Tralci di vite” di Sara Celeghin, “Estasi” del parmense Marco Piovani e la creazione “Funambolo” double-face e cattura smog di Arcangela Parisi.
Promosso in collaborazione con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, operativo dal 1994 con riconoscimento del Coni e di cui è Presidente Ruggero Alcanterini, e dall’European Fair Play Movement, il Fair Play Garden a Montopoli di Sabina (Rieti) si appresta con gioia a festeggiare la transizione floreale con il World Fair Play Day, che l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito il 24 giugno 2024. Il tema del rispetto, della cortese lealtà fra avversari rende omaggio alla concezione di William Shakespeare, adottata soprattutto dal mondo dello sport, dove competitors si è, ma con correttezza. Dove si gioca per vincere, ma dalla gara e dal suo prima e dal suo dopo sono esclusi i colpi bassi, veri e figurati. Da febbraio 2021, “in nome del rispetto della natura, con riferimento alla transizione ecologica ed etica – spiega Roberta Maresci –, il Fair Play Garden tiene conto dell’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030. E si propone di proteggere, ripristinare, gestire piante, semi e alberi capaci di fermare la perdita di diversità biologica e dare al green una seconda vita, soprattutto per quanto concerne la cura del verde domestico, destinato ad essere considerato un rifiuto da eliminare, senza tener conto di un’affettività e di un circolo virtuoso al servizio della collettività”. L’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 ha lo scopo di proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoi e fermare la perdita di biodiversità. Nel Fair Play Garden di Roberta Maresci tutto questo si traduce nella pratica. Qui c’è anche la Banca Verde, la Greenbank, luogo dove conferire le proprie piante e tenerle al sicuro, come in un caveau. E la RSA Verde, che ospita piante affettivamente importanti ormai un po’ avanti con gli anni e impossibili da piantare accanto alle autoctone. Nell’attesa che il Sistema sanitario raccomandi ai medici di prescrivere ai pazienti la “cura del giardinaggio” per ridurre ansia, stress e depressione, non ci resta che seminare gioia e raccogliere salute al Fair Play Garden dove spopola la botanica prêt-à-planter lungo il recinto del giardino; qui chiunque può prendere gaure, menta, rucola selvatica e mirti, gratis, da piantare in casa.