I GIORNALISTI NON SONO BUCHE PER LE LETTERE
A Giorgia Meloni e al Presidente del Senato, insofferenti – e non da oggi – alla libera stampa, va ricordato che i giornalisti non sono delle buche per le lettere. Almeno quelli che non scrivono per i giornali d’area.
Un eufemismo per ricordare, un tempo, quelli di partito. Comprensibile il disappunto della Ducetta per essere caduta dalle stelle del suo viaggio negli Usa all’essere stata quasi del tutto ignorata ai funerali del Papa. Certo, se avesse potuto prendere parte al faccia a faccia di Zelensky con il Presidente americano o al breve saluto di questi con Macron e il premier inglese…
Ma così’ non è stato e quindi, come si dice in gergo, “non c’era notizia”. Diverso il discorso per i 3 – 4 “giornali d’area” che si sono arrampicati sugli specchi per… omaggiare la Premier. Ma quello, come ci hanno insegnato colleghi anziani a schiena dritta, non è giornalismo. E’ qualcos’altro! Discorso analogo per Ignazio Benito La Russa – che solo un voto ”di parte” ha portato alla presidenza del Senato – al quale va spiegato che i giornalisti non sono i suoi… postini.
Più che legittimo che la seconda carica dello Stato avesse difficoltà a commentare i saluti romani dei camerati alla cerimonia per ricordare l’omicidio di Sergio Ramelli ucciso a Milano nel 1975, durante gli anni di piombo, da alcuni militanti di Avanguardia Operaia. Altrettanto legittimo che ai giornalisti non interessasse affatto di Ramelli, ma che volessero un commento sul saluto romano dei partecipanti alla commemorazione in orbace.La notizia “giornalistica” era che cosa avrebbe detto il Presidente del Senato – che si vanta tra l’altro di tenere in casa il busto di Mussolini – sul saluto romano da parte di manipoli di neofascisti e neonazisti giunti in fila di cinque dopo aver sfilato in formazione paramilitare dietro ad uno striscione nero “onore ai camerati caduti. E invece no. Ignazio Benito La Russa avrebbe preferito parlare, ignorando le regole del buon giornalismo, di una “non notizia” vecchia di cinquanta anni: l’uccisione di Ramelli.
E, nervosetto, si è lasciato andare ad un “lei è un cretino” che fa il paio con la banda di semi pensionati vittime dell’attentato di via Rasella.Passi per l’underdog della Garbatella con un semplice diploma professionale, ma dal più che titolato avvocato Ignazio Benito La Russa, con ben 7 legislature alle spalle e parlamentare dal 1992, non ci si sarebbe attesi una così banale caduta di stile. A meno che il “fascio” di nervi…
PdA