Il diario di Pietruzzo 88

FRANCISCUS: ALLA CAMERA IL FESTIVAL DELL’IPOCRISIA

Un vecchio proverbio napoletan o dice che chi muore “tene o c… a tre pacche”. Ed è quello che deve aver pensato gran parte della nostra classe politica in occasione della commemorazione per la scomparsa di Papa Francesco. Soprattutto questa Destra di governo che lo ha sempre criticato e che ha atteso la sua morte per abbandonarsi ad un irritante profluvio di elogi che, comunque, dureranno non più di qualche giorno.

Come si fa a dire – come ha fatto il “camerata” Ignazio Benito La Russa che gli è toccato in sorte di essere anche il Presidente del Senato – che è stato un Papa “ammirato ed amato”? Nessuno mette in discussione, arrivata a Palazzo Chigi, la familiarità della Premier con Bergoglio ma come dimenticare, nella sua precedente vita politica, i grandi elogi per Wojtyla!

Addirittura la Premier diceva di non capire “certe cose” di Francesco e che “avrebbe cercato di farsele spiegare”. Poi, forse, dice di averle capite! Ma i suoi insegnamenti, i suoi consigli che fine hanno fatto?

E che dire di Matteo Salvini, “maestro” nell’uso sproporzionato nella propaganda politica dei simboli religiosi e che si è fatto fotografare con una maglietta con la scritta: “il mio Papa è Benedetto”… Salvini che, della lotta all’immigrazione, ha fatto il suo cavallo di battaglia preferito.Poteva Bergoglio condividere, per esempio, la battaglia politica di questo governo per fermare gli sbarchi di chi fugge dalle guerre e dalla povertà e la costruzione dei centri di detenzione in Albania?”. Ammirato ed amato! Quando? Da chi? Dalla gente comune certamente. Ma Deputati e Senatori, nel ricordare lo scomparso Pontefice, hanno mandato in scena un rivoltante uso politico della religione: La Destra sicuramente, ma… non solo. Tutti hanno cercato di tirare dalla loro parte la veste bianca del Pontefice; per calcolo politico e soprassedendo sull’enorme distanza dal suo messaggio evangelico.E’ stato il Papa dei “poveri Cristi”, dei reietti, degli ultimi, della gente che ha atteso ore e ore per rendergli omaggio. Ebbene, anche in questa occasione, la “casta” ha pensato bene di distinguersi dal popolo, bypassando le interminabili file: Unica lodevole eccezione i Cinque Stelle!

Una cosa è certa. Papa Bergoglio non merita l’ipocrisia di chi non ha mai dato ascolto ai suoi appelli, ha continuato ad ignorare i suoi messaggi ed oggi spera in un Papa… diverso .

PdA

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