PER SALVINI “NATURALI” LE MANETTE AI POLSI DEGLI IMMIGRATI
Primi sintomi del trumpismo in Italia. Un facoltoso imprenditore bresciano di 62 anni, che aveva una gran voglia di sciare, è atterrato con il suo elicottero personale sui campi di sci di Grostè, uno dei comprensori di Madonna di Campiglio, a 2.400 metri di quota, accanto agli sciatori increduli che in quel momento si trovavano sulle piste.
Disceso dal velivolo, il “disinvolto” sciatori ha indossato gli scarponi e sugli sci si è lanciato in discesa, come se nulla fosse. Raggiunto dai carabinieri di Riva del Garda in motoslitta, l’imprenditore si è giustificato dicendo di essere molto impegnato con il lavoro e che voleva concedersi qualche ora di svago prima di cominciare la giornata.
E’ stato multato di duemila euro ma volete che la cifra sia stata un deterrente da sconsigliargli in futuro imprese del genere? Forse, ventimila o duecentomila euro qualche ripensamento avrebbero potuto recargli, o forse no.
Le cronache ricordano infatti che il disinvolto sciatore nel 2020 aveva tentato una capatina in elicottero sulle piste. Ma il volo si trasformò in tragedia con la morte di un suo collega. Allora patteggiò 8 mesi per omicidio colposo con pena sospesa. A proposito di essere recidivi….
Un’immagine ugualmente “trumpiana” è stata quella dei 40 migranti in attesa di rimpatrio sbarcati a Shengjin dalla nave della Marina militare Libra con le manette ai polsi e che hanno trovato il consenso di Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e soprattutto Vicepremier. “Dov’è il problema? Come dovevamo trasferirli? Con in mano un uovo di Pasqua?
L’insensibilità di Bimbominchia, come lo ha definito a suo tempo il sottosegretario Fazzolari, è senza commenti! Se non il desiderio smodato di imitare l’America di Trump con una voluta esibizione di crudeltà analoga a quella mostrata dalla Segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, che a marzo aveva posato con alle spalle 238 detenuti venezuelani deportati in El Salvador, in mutandoni bianchi e a torso nudo.
Una “linea dura”, quella sposata da Salvini, che permette al governo di rimediare momentaneamente al flop del protocollo in Albania, trasformando i Centri, vuoti da mesi, in CPR. Solo che con questa trasformazione, i migranti, per essere rimpatriati nei Paesi d’origine, non lo potranno più fare dall’Albania ma dovranno prima tornare in Italia. Tutto per non ammettere di aver sbagliato. Così come avvenne quando in campagna elettorale la Meloni avanzò, come deterrenza, l’ipotesi del blocco navale.E i costi? Quando tutto sarà finito qualcuno pagherà per l’errore della costruzione dei due Centri in Albania? Trump si autoassolve. Ma noi siamo ancora in Italia ed è augurabile che la Corte dei Conti accenda una luce sullo sperpero di danaro pubblico. Solo per un “capriccio”. Prima che il Governo della Ducetta tolga all’Organo di controllo anche questo compito!
PdA