Il diario di Pietruzzo 70

AVEVAMO DRAGHI MA POI… E’ ARRIVATA MELONI!

“Vedo che voi guardate l’orologio, quindi vi ringrazio moltissimo per l’attenzione”. Mario Draghi non si smentisce. E’ sempre un gran fuoriclasse e, senza giri di parole, si rende conto dell’indifferenza con la quale senatori e deputati avevano seguito nei giorni scorsi il suo rapporto per la competitività, e chiude di colpo l’audizione.A dimostrazione della “pochezza” di chi, mandandolo a casa tre anni fa, si accontenta oggi delle “baracconate” di Giorgia Meloni, considerandola però una scarpa più adatta al loro piede. Evidentemente averlo avuto come Presidente del Consiglio per 1 anno, 8 mesi e 9 giorni è stato anche troppo per degli “scappati di casa” senza arte né parte, molti dei quali eletti in Parlamento tutt’altro che per meritocrazia. Meglio la ragazzotta della Garbatella, più vicina alle loro capacità cognitive e con un cursus honorum meno “aulico”. Una Premier che disinvoltamente invita ad evitare eventuali contromisure sui dazi confondendole con il termine “rappresaglie”, o che definisce “roboante” il piano di riarmo come risposta all’annunciato disimpegno USA. Più alla loro portata una Meloni che sul Manifesto di Ventotene ha compiuto la scorrettezza di estrapolarne alcune frasi per stravolgere il significato di quel testo mentre una lettura più obiettiva non avrebbe lasciato dubbi sull’Europa che Spinelli, Rossi e Colorni avevano prefigurato. Evidente l’intenzione di screditare l’esperienza politica e culturale di quella che rimane una delle pagine più luminose della nostra storia. Lo stesso “capovolgimento” quando la Premier chiede all’Europa di non separarsi dagli Usa, quando è stato proprio il Presidente Trump che ha operato un solco con il nostro Continente accusandoci di esserci uniti per “fottere l’America”.

E come meravigliarsi dei “compagni di viaggio” di cui la Presidente del Consiglio si circonda, tutti dello stesso livello culturale. Per esempio il vicepresidente Antonio Tajani quando dice di essere per l’Europa di De Gasperi ma ignorando che è proprio quella disegnata nel Manifesto di Ventotene, e che i nostri Padri Costituenti avevano ben presente nella stesura della Costituzione. E che dire della Lega che imputa a Draghi”, sul tema sicurezza, di non conoscere le periferie Per cui “la nostra sicurezza non è minacciata da Trump ma dai migranti clandestini”. La politica di casa nostra è questa: A casa Mario Draghi e tappeto rosso per Giorgia Meloni e le sue… faccette .

PdA

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