Il diario di Pietruzzo 66

QUANDO I GIORNALISTI DIVENTANO “TIFOSI

”Una volta – negli anni della cosiddetta prima Repubblica – i caporedattori, preoccupati di chiudere in tempo le prime edizioni, ricordavano un po’ brutalmente ai colleghi… più lenti che con il giornale dopo un paio di ore ci si sarebbe incartato il pesce”.

Poi, nel 1994, è arrivato il “ciclone Berlusconi” è tutto cambiato: in politica ma anche nei giornali, e alcune Firme – pur brave – si sono progressivamente trasformate in “tifosi” del centro-destra o della sinistra.Dai giornalisti, ai direttori e alle proprietà, il passo è stato breve! Ed è sempre più frequente un nuovo fenomeno: Soprattutto a destra, ma anche in alcuni Fogli di sinistra, i giornali sono diventati il traino, la voce, del proprio schieramento, non traducono ma lanciano la linea politica.

Ora poi, con l’arrivo di Trump e dei “Ricconi” alla Casa Bianca, la trasformazione si è completata, grazie anche ai Social.

Un esempio? L’umiliazione inflitta dal Presidente americano, e dai Vance e dai Musk di turno, a quello ucraino. Con tutto quello che ne è seguito. Ed anche il linguaggio è cambiato diventando più volgare. Le parole perdono il loro senso originale e vengono usate per dire bugie o avanzare minacce, più o meno velate.“Stai zitto, ometto”, si è lasciato andare Musk replicando al ministro degli esteri polacco che avanzava dubbi sulla affidabilità di un personaggio che minaccia continuamente, da un giorno all’altro, di spegnere il proprio sistema di comunicazione satellitare.

Un’invadenza di campo non di poco conto.Ebbene, come lo “scontro” è stato titolato da Libero, il giornale diretto da un signor giornalista, Mario Sechi, per pochi mesi ma ricordiamolo sempre, portavoce di Giorgia Meloni? Prendendo spunto dalla Sinistra che chiede alla Premier di far concorrenza a Starlink con un sistema di satelliti europei, il giornale di proprietà di Antonio Angelucci – approdato alla Lega dopo essere transitato per Forza Italia e per il Popolo delle Libertà – titola “Balle Spaziali”! Una prima pagina inconcepibile nella prima Repubblica.

Dicevamo di giornali trasformatisi da organi di stampa a “traino” della propria parte politica: Angelucci infatti controlla Il Tempo, il Giornale e Libero. Non è poco per un’informazione libera e indipendente!

PdA

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