Il diario di Pietruzzo 60…

VESPA: DANTE LO AVREBBE SPEDITO NEL GIRONE DEGLI IRACONDI

Tutto svanito in… “5 Minuti”. Anche la Sinistra, pur sapendo chi oggi è l’editore di riferimento di Bruno Vespa, sia pure “turandosi il naso” lo avrebbe potuto votare alla presidenza della Rai pur di uscire dallo stallo della nomina, e soprattutto per dispetto a questa Maggioranza decisa su Simona Agnes. Ma fatali sono stati i “cinque minuti”, iracondi, del Gran Ciambellano di via Teulada. Ed oggi direbbe Dante: Ahi serva Italia,.. nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie ma gran bordello. Povera Italia, ridotta in schiavitù… non più signora di popoli ma prostituta!

LA DESTRA PROMUOVE PETRARCA E BOCCIA BOCCACCIO

Sembra di essere tornati agli anni di Irene Pivetti presidente della Camera quando dai saloni e dai corridoi furono tolti i quadri con scene di nudo. Questa volta vittima della censura puritana della Destra sembra esserci la poesia. La Camera, infatti, ha respinto un ordine del giorno per la celebrazione dei 650 anni della morte di Giovanni Boccaccio. E qui il Ministro Valditara c’entra poco, visto che nello scorso novembre sia stato ricordato con un convegno Francesco Petrarca. Sui motivi, bocche cucite. A meno che il poeta di Certaldo sia inviso a questa maggioranza – a parole più… puritana – perché troppo licenzioso, mentre il Petrarca sarebbe stato considerato più… in linea con il governativo “Dio, Patria e Famiglia”.

TRA VESPA E SECHI CHI E’ IL PIU’… BELLO PER MELONI?

E’ davvero una bella battaglia tra l’ex portavoce di Giorgia Meloni, Mario Sechi”, e quello oggi, “di fatto”: Bruno Vespa. I due noti e autorevoli giornalisti fanno a gara nell’ “inginocchiarsi” ai piedi della ex ragazzotta della Garbatella. Per il primo – che dirige anche un giornale, Libero, la Meloni è “una figura chiave nell’Ue” e “il futuro dell’Italia è nel rapporto con Washington” e in una rete di alleanze “dall’Atlantico al Mediterraneo, fino all’Indo-Pacifico”. Sembra di risentire la Ducetta quando, ancora in modalità da campagna elettorale, prometteva di dare la caccia ai trafficanti di migranti e ai mafiosi “per tutto l’orbe terraqueo”. Peccato che quando ne ha avuto in mano uno, il libico Almasri, torturatore e assassino con un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale lo ha lasciato tornare libero nel suo “bel suol d’amore”. Se Sechi si legge a fatica, Vespa è diventato inguardabile e ci si chiede quando la Premier ne ufficializzerà la nomina a suo portavoce

PdA

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