Il diario di Pietruzzo 57

BERTINOTTI E’ RESPONSABILE DELLA VITTORIA DELLA DESTRA

E’ vero che la storia, anche quella politica, non si fa con i “se” o con i “ma” ma è indubbio che Fausto Bertinotti è responsabile del successo trentennale di Silvio Berlusconi come Antonio Conte, in epoca diversa, lo è della vittoria di Giorgia Meloni. “Se” il segretario di Rifondazione Comunista nel 1998 non si fosse sfilato dall’Ulivo, “se” Romano Prodi fosse stato più pragmatico, direi… andreottiano, e “se” Massimo D’Alema avesse avuto la pazienza di attendere il necessario passaggio elettorale, le cose in Italia sarebbero andate in modo assai diverso. Innanzitutto, la vicenda Berlusconi si sarebbe circoscritta al biennio 94/96 e l’Ulivo, vincitore con Prodi, avrebbe governato fino alla fine della Legislatura. Non sarebbe nata la Margherita e il centrosinistra, prima del turno elettorale del 2001, non sarebbe stato costretto, per “rubare” voti alla Lega, alla riforma costituzionale in fretta e furia del titolo V, “padre” oggi dell’autonomia differenziata di Calderoli. Probabilmente, non governando il Cavaliere, non sarebbe nato il governo Monti e forse la vicenda grillina si sarebbe ridimensionata. E invece Bertinotti – come molto più tardi Salvini con il Papeete – fece saltare tutti gli equilibri, Prodi non si piegò a nessuna trattativa per salvare il suo governo e D’Alema volle provare l’ebrezza di Palazzo Chigi da dove dovette uscire ben presto per lasciare il posto a Giuliano Amato ma inutilmente. Si sperava che con il cambio di Presidenza gli italiani… abboccassero. E invece… Berlusconi, con una campagna elettorale tutta giocata sulla pelle del comunista “usurpatore” della volontà popolare, stravinse. E da allora fu per il centrosinistra un ruzzolone continuo. Ed arriviamo all’oggi dove il ruolo dell’improvvido Bertinotti se lo è caricato sulle spalle Antonio Conte che nel 2022 ha rifiutato – pur restando del centrosinistra – di fare “casa comune” con il PD e di giocarsela “in proprio”.Risultato: Stravince Meloni, come Berlusconi nel 2011 e nel 2018, con le Opposizioni, divise, ridotte al ruolo di spettatrici di continui tentativi della Ducetta di violentare la Costituzione e “riscrivere la storia”.Sorge un dubbio: E’ oramai tardi ma, se sono onesti, Bertinotti e Conte si saranno resi conto in cuor loro della loro enorme “cazzata”?

PdA

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